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45 minuti fa

Gasolio, stop al taglio accise. Caro carburanti: conto da 4,7 miliardi in sei mesi

(Teleborsa) - Scade oggi il termine per l'ultima proroga del governo al taglio delle accise sul gasolio, pari a 6,1 centesimi al litro, mentre diventa pienamente operativo il sistema delle accise mobili, che potrebbe non compensare pienamente gli aumenti di prezzo dei carburanti sulla rete stradale ed autostradale. In realtà, la scorsa settimana, i maggiori gruppi petroliferi hanno aderito all'iniziativa, per prima lanciata dallEni, seguita poi da Q8, IP e Tamoil, di calmierare i prezzi dei carburanti attraverso la fissazione di un price cap, che dovrebbe quantomeno bloccare gli aumenti senza limiti dei prezzi di listino, ma non mette al riparo da nuovi aumenti alla pompa già da questa mattina.Prezzi ancora in aumento del 30% sul periodo pre-crisiIl Codacons ha sottolineato che, in sette giorni, sulla scia degli sconti avviati dalle maggiori compagnie, prezzo medio della benzina è diminuito sulla rete stradale di 11 centesimi di euro, pari ad un risparmio da 5,5 euro a pieno, mentre quello del gasolio è sceso di 13,3 centesimi, con una minore spesa da 6,65 euro a pieno. Sulle autostrade il ribasso è stato più marcato, -19 centesimi la benzina, -19,1 centesimi il gasolio, pari ad un risparmio da circa 9,5 euro sul pieno. Tuttavia, non tutti gli impianti presenti sul territorio e legati ai marchi che hanno lanciato iniziative per calmierare i listini hanno aderito agli sconti, e ci sono ancora ampi margini per ulteriori riduzioni dei prezzi di benzina e gasolio sulla rete. Inoltre, – fa notare l’associazione – gli italiani continuano a pagare un litro di gasolio 52,1 centesimi di euro in più (+30,2%) rispetto al periodo antecedente il conflitto in Iran, con una maggiore spesa da oltre 26 euro a pieno. In sei mesi spesi 4,7 miliardi in piùA tal proposito, Adusbef calcola il danno complessivo del caro-carburanti per gli italiani in 4,7 miliardi in più in sei mesi, per complessivi 30 miliardi di euro, che si confrontano con i 25,3 miliardi di euro dello stesso periodo del 2025 (dati ottenuti moltiplicando i rifornimenti mensili con i prezzi medi mensili). Si calcola, poi, che solo a luglio e agosto, l’aggravio sui rifornimenti abbia raggiunto quota 1,75 miliardi di euro(su una spesa ammontata complessivamente a 10,6 miliardi).A ottobre prevista extra spesa di 1,1 miliardiLa Cgia di Mestre ha anche calcolato che, nonostante il price cap, le famiglie italiane a ottobre spenderanno comunque 1,1 miliardi di euro in più. A soffrire di più saranno le grandi aree metropolitane del Paese, con Roma in testa (+68,5 milioni di euro), seguita da Milano (+49,5), Napoli (+39,6), Brescia (+31,2), Torino (+27,8) e Bari (+25,6). A pagarne il prezzo più alto sono i pendolari, - sottolinea - soprattutto quelli che vivono in aree poco servite dal trasporto pubblico e per cui l’auto è l’unica alternativa reale per raggiungere il posto di lavoro. Per molte famiglie la spesa per il carburante è diventata una voce fissa e ingombrante, che erode il potere d’acquisto e obbliga a rinunciare ad altro. Ancora più esposte sono le imprese: autotrasportatori, agricoltori, pescatori, taxisti e piccole aziende di servizi vedono crescere i costi di gestione, spesso senza la possibilità di scaricarli sui clienti.Mimit rileva calo prezzi alla pompa Frattanto, gli ultimi dati dell'Osservatorio curato dal Mimit fotografano, per oggi lunedì 5 ottobre 2026, un prezzo medio in modalità 'self' di 2,048 euro/l per la benzina e 2,242 euro/l per il gasolio sulla rete stradale, rispetto a rispettivamente 2,049 euro/l e 2,244 euro/l di domenica, mentre il prezzo medio self è di 2,062 euro/l per la verde e 2,266 euro/l per il diesel sulla rete autostradale, da rispettivamente  2,064 euro/l e 2,268euro/l di domenica.
Fonte: Teleborsa