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Economia
1 ore fa
Spesa domenicale: abitudine diffusa o scelta da rivedere?
(Teleborsa) - Negli ultimi anni la domenica ha assunto un peso crescente per la grande distribuzione: nel 2025 la penetrazione degli acquisti domenicali ha raggiunto il 92% delle famiglie e l’incidenza a valore si è attestata al 10% — ancora sotto il 14% medio dei giorni feriali e il 19% del sabato. Lo scontrino medio domenicale, pari a 19,71 euro, supera del 6% quello settimanale (18,52 euro), segno che chi fa la spesa in questa giornata tende a riempire maggiormente il carrello. È quanto emerge dal report "Chiusura domenicale" di YouGov, che monitora in modo continuativo abitudini e comportamenti d’acquisto nel largo consumo.In un mercato in cui lo shopping è diventato on-demand, la domenica rappresenta l’ultima frontiera: un giorno simbolico, sospeso tra comodità, abitudini radicate e nuove esigenze di consumo. Eppure l’analisi dei comportamenti di acquisto e della redditività, elementi imprescindibili per lo stato di salute del settore, chiamano ciclicamente a un’attenta riflessione i principali operatori. La domenica pesa davvero sui numeri o è solo un’abitudine sopravvalutata?Partendo da un indicatore primario come la penetrazione, è rilevante come il giorno tradizionalmente dedicato al riposo sia l’unico ad aver registrato una crescita costante e progressiva negli ultimi due anni (il dato 2023 si attestava al 90% e nel 2024 al 91%). Non solo: anche la percentuale di atti di acquisto è aumentata dal 2023 raggiungendo il 10% del totale, in controtendenza con gli altri giorni che hanno vissuto un assestamento quando non un calo.Tra gli acquirenti della domenica, circa 4,9 milioni di famiglie (20% del totale complessivo di 24,4 milioni) sono "habitué" della spesa domenicale, che di media effettuano 40 volte l’anno. In particolare questi "heavy buyers" spendono ogni anno più di 1.000 euro, quasi il triplo della spesa media familiare domenicale grazie a un importo medio di 25,20 euro (+27,85% rispetto alla media della giornata), rappresentando così il 56% del totale a valore della giornata. Gli shopper domenicali presentano forti differenze: il profilo degli heavy in particolare risulta essere concentrato nel Sud Italia, in famiglie a basso reddito, spesso single o con responsabili d’acquisto polarizzati in termini di età (giovani con meno di 34 anni o senior shoppers over 65)Da evidenziare inoltre come la domenica si registri una presenza più elevata di bambini sotto i 15 anni di età al momento dell’acquisto (4,6%): un’incidenza superiore del 63% rispetto agli altri giorni della settimana che suggerisce una dimensione più "famigliare" e condivisa della spesa. Le aperture domenicali costituiscono occasioni importanti anche per mercati più legati agli acquisti di impulso destinati proprio ai bambiniTra le caratteristiche della spesa nel settimo giorno si evidenzia un comportamento più esplorativo e articolato, probabilmente dovuto alla maggior disponibilità di tempo. A beneficiare della visita a un numero più ampio di canali (1,9 la media di affluenza, che si ferma a 1,7 per gli altri giorni) sono soprattutto supermercati e ipermercati, con i primi a rafforzare la loro quota a valore (che raggiunge il 53% dal 51,6% del resto della settimana) e i secondi a registrare addirittura un balzo del +19% che li porta al 10,2%. Segno meno invece per libero servizio (-19%), specialista casa e toilette (-7%) e discount (-4%).Tra le insegne, alcune tra cui Esselunga, Il Gigante, Bennet e Iperal mostrano un’incidenza particolarmente alta della domenica. Rispetto alla media della giornata in termini di atti di acquisto degli operatori principali del canale moderno, Esselunga, Il Gigante e Bennet mostrano un peso superiore del 30% circa, mentre Iperal si attesta al 19%.Per quanto riguarda le categorie, l’attenzione dei consumatori domenicali sembra rivolta soprattutto alle bevande e ai prodotti per la cura della persona (che segnano performance superiori rispettivamente del 9% e del 3% rispetto agli altri giorni) mentre risultano prevedibilmente penalizzati l’ortofrutta (-10%) e il fresco (-3%). Sostanzialmente stabili la drogheria alimentare, la cura casa, il freddo e il pet care.Le aperture domenicali hanno nel tempo generato abitudini consolidate: il 21% delle famiglie indica la domenica tra i giorni preferiti per fare la spesa, con picchi del 31% negli shopper giovani (35-44 anni). Un intervistato su due identifica nel maggiore tempo libero a disposizione rispetto agli altri giorni della settimana il principale motivo per cui preferisce fare la spesa la domenica, mentre per il 40% degli shopper domenicali è diventata già una routine."Le aperture domenicali sono diventate ormai un’abitudine per molte famiglie Italiane e hanno mostrato negli ultimi anni un peso crescente, con aumento di penetrazione e incidenza in termini di atti di acquisto: solo l’8% delle famiglie Italiane non è mai andato a fare la spesa di domenica nell’arco del 2025 e alcune insegne mostrano incidenze della spesa domenicale molto al di sopra della media del canale moderno. Il nostro Shopper Panel YouGov individua 4.9 milioni di famiglie che fanno la spesa mediamente 40 volte l’anno in questo giorno della settimana. Se è vero che non è trascurabile il numero di famiglie che hanno una frequentazione domenicale più occasionale dei punti vendita e che anzi dichiarano che in caso di chiusura non subirebbero grandi impatti, appare difficile nella realtà dei fatti pensare di poter tornare indietro sulle aperture domenicali senza scontentare una parte rilevante delle famiglie e senza impatti reali sulla spesa", conclude Marco Pellizzoni, Commercial Director YouGov.(Foto: Franki Chamaki su Unsplash)
Fonte: Teleborsa