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1 ore fa

Unicxredit, Orcel: "L'Europa deve superare la frammentazione e diventare il terzo blocco"

(Teleborsa) - La leadership, la finanza, la competitività europea, in aggiunta ad una maggiore integrazione economica della UE sono i temi al centro della a lectio magistralis tenuta stamane dall'Amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, all’Università di Palermo, in occasione del conferimento della laurea magistrale honoris causa in Scienze Economiche e Finanziarie.Sostenendo la necessità per l'Unione Europea di compiere uno scatto verso una maggiore integrazione economica e di diventare il "terzo blocco economico globale", allo stesso livello di Stati Uniti e Cina, il manager ha voluto analizzare il legame fra globale e locale e l'impatto che i cambiamenti geopolitici, macroeconomici e tecnologici hanno su persone, imprese e comunità.Il quadro geopoliticoL'AD ha richiamato la fase di profonda trasformazione globale, segnata dal ritorno della competizione tra grandi potenze e da tensioni crescenti:  "Oggi vediamo un mondo segnato da tensioni crescenti e profonde fratture tra le cosiddette 'potenze'. È vero a livello globale ed è vero anche in Europa". Orcel ha poi citato citando le crisi in Ucraina, Groenlandia, Venezuela, Medio Oriente e Iran e le conseguenze di tali dinamiche - dall'aumento delle bollette energetiche alla minore prevedibilità delle rotte commerciali - ricadono su imprese e famiglie, in un nesso costante tra dimensione globale e locale.La competitività europeaPer avere successo, l’Europa può e deve fare uno scatto decisivo - ha sottolineato il numero uno di Unicredit -  e diventare il terzo blocco economico globale, allo stesso livello di Stati Uniti e Cina. Per far questo deve superare la propria frammentazione.  Orcel ha indicato come prioritari la convergenza delle infrastrutture - mercati dei capitali, banche, industria, energia, tecnologia e difesa - e l'eliminazione delle barriere interne alla circolazione di beni e servizi, che ha quantificato in tariffe equivalenti rispettivamente al 45% e al 110%. L'AD ha ricordato che la capitalizzazione dei mercati dei capitali statunitensi ha raggiunto il 220% del PIL contro il 65% dell'Europa, e che circa 10.000 miliardi di euro di risparmi delle famiglie europee restano fermi in liquidità o vengono indirizzati verso Stati Uniti e Cina. Ha quindi sollecitato una reale unione dei mercati dei capitali e un'unione bancaria pienamente operativa, con banche di dimensioni adeguate.Il ruolo della banca e la SiciliaL'AD ha rivendicato la funzione sociale dell'attività bancaria a sostegno di persone, imprese e comunità. In Sicilia, UniCredit è al fianco di circa 300 enti pubblici - ospedali, comuni, università - con una quota di mercato di quasi il 25% e rappresenta il maggior contribuente della regione. Orcel ha poi illustrato la strategia UniCredit Unlocked, basata sulla riduzione dei livelli organizzativi e sull'articolazione dell'Italia in sette regioni con ampia autonomia gestionale, tra cui la Sicilia.0E in EuropaGuardando all'Europa, l'AD ha sottolineato che UniCredit può essere vista come un "microcosmo", un esempio virtuoso di come una Visione comune, una Strategia condivisa, principi chiari e valori distintivi possano permettere a un gruppo di persone di smettere di discutere, mettersi al lavoro insieme e ottenere risultati eccezionali. " Il nostro è un modello federale, che valorizza le differenze, e mette a fattor comune quanto ci permette di difenderle".La sfida tecnologicaOrcel ha parlato dell'urgenza per l'Europa di recuperare il ritardo nell'intelligenza artificiale e nel controllo dei dati ed ha citato investimenti complessivi di Microsoft, Google, Amazon e Meta pari a circa 725 miliardi di dollari nel 2026, in crescita del 75% rispetto al 2025, la quota di mercato di Nvidia superiore al 90% nell'hardware e il ruolo di Anthropic, OpenAI e Google nei modelli fondativi. L'AD a inoltre richiamato la dipendenza energetica europea - circa il 60% del fabbisogno coperto da importazioni, con il 98% dei pannelli solari e l'88% delle batterie agli ioni di litio provenienti dalla Cina.A sostegno delle potenzialità del continente, l'AD ha ricordato oltre 400 premi Nobel assegnati a Paesi europei, un quarto delle migliori università del pianeta e la presenza di tre economie del G7, ma a fronte di un'economia europea che quindici anni fa superava di circa il 10% quella statunitense, oggi gli Stati Uniti sono circa il 50% più grandi.
Fonte: Teleborsa