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1 ore fa
Assifact, il turnover del factoring in Italia sale a 289 miliardi di euro nel 2025
(Teleborsa) - Il 2025 è stato "un altro anno positivo" per il factoring in Italia. Lo sostiene Assifact, l'Associazione italiana per il factoring che riunisce gli operatori del settore, i cui dati preliminari indicano al 31 dicembre 2025 un turnover cumulativo pari a 289,1 miliardi di euro, con una crescita del 3,83% rispetto al 2024. Particolarmente buono, anche in prospettiva 2026, il risultato del mese di dicembre, con un +6% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Segno positivo a fine 2025 anche per outstanding e anticipi, con una variazione per entrambi di circa l'1%.Nonostante un volume d'affari arrivato a valere il 13% del PIL, con 32 mila imprese che già lo utilizzano, il factoring secondo Assifact ha "ancora ampi margini di crescita". L'industria del factoring ha proposto 5 misure a costo zero (non richiedono risorse pubbliche) che possono liberare ulteriori finanziamenti al sistema delle imprese, soprattutto medie e piccole, con effetti concreti su investimenti e occupazione. In particolare: regole di vigilanza più aderenti alla realtà del credito commerciale, ovvero una definizione di default che tenga conto delle specificità delle relazioni di fornitura fra imprese, evitando classificazioni anomale sui ritardi amministrativi (l'allungamento da 30 a 90 giorni del termine dopo il quale un credito si considera deteriorato, previsto dalle nuove norme europee in consultazione, sarebbe già un primo passo; un credito commerciale non è un prestito bancario, i ritardi nei pagamenti non rappresentano di per sé un rischio); proporzionalità prudenziale, con requisiti patrimoniali calibrati sul rischio effettivo con un trattamento prudenziale specifico; certezza giuridica in caso di crisi d'impresa (coordinamento tra la legge sulla cessione dei crediti d'impresa e il Codice della Crisi per ridurre l'incertezza sulla revocatoria in caso di liquidazione giudiziale del cedente e sui termini dei periodi "sospetti"); libera circolazione dei crediti (superamento delle clausole contrattuali che vietano la cessione, in linea con il più recente orientamento europeo); semplificazione e digitalizzazione delle operazioni con la Pubblica Amministrazione (meno formalismi e procedure più snelle per la cessione dei crediti vantati verso la PA, anche tramite strumenti digitali, ed eliminazione della facoltà di diniego indiscriminato, per ridurre incertezze, tempi e costi dell'operazione).
Fonte: Teleborsa