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46 minuti fa
Buzzi, consegne di cemento sostengono il fatturato dei nove mesi
(Teleborsa) - Le vendite di cemento e clinker del gruppo Buzzi, nel periodo gennaio-settembre 2026, hanno raggiunto 24,5 milioni di tonnellate, con un incremento del 3,4% rispetto ai primi nove mesi dell’esercizio precedente. Le vendite di calcestruzzo preconfezionato si sono invece attestate a 7,3 milioni di metri cubi, in diminuzione del 1,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. In tale contesto, il fatturato consolidato è risultato pari a 3.450,2 milioni, in crescita del 1,3% rispetto ai 3.406,2 milioni registrati nei primi nove mesi del 2025. L’evoluzione dei cambi ha avuto un impatto negativo sui ricavi per 20,6 milioni, mentre le variazioni del perimetro di consolidamento,principalmente riconducibili all’inclusione delle attività negli Emirati Arabi Uniti e alle acquisizioni realizzate nel settore del calcestruzzo in Italia e Germania, hanno contribuito all’incremento del fatturato per 66,0 milioni. A parità di cambi e di perimetro di consolidamento, i ricavi consolidati sarebbero rimasti praticamente invariati rispetto all’esercizio precedente. Negli Stati Uniti i volumi hanno continuato a mostrare una crescita contenuta, mentre in Italia e nell’Europa Centrale le vendite sono risultate inferiori ai livelli dello scorso esercizio, risentendo sia della contrazione della domanda sia dell’impatto di condizioni meteorologiche sfavorevoli che hanno rallentato l’attività nei primi mesi dell’anno. Nell’Europa Orientale il confronto con l’esercizio precedente rimane negativo, nonostante la solida performance della Repubblica Ceca, a causa dello sfavorevole avvio d’esercizio registrato in Polonia e del perdurare delle difficoltà del mercato russo. In Brasile, infine, le consegne di cemento si sono confermate in leggero progresso rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. "I risultati conseguiti nel terzo trimestre hanno sostanzialmente confermato le tendenze osservate dall’inizio dell’anno, sia in termini di andamento dei volumi e dei prezzi di vendita, sia con riferimento alle pressioni inflazionistiche che continuano a caratterizzare l’attuale contesto macroeconomico. Non prevediamo variazioni significative di tale scenario nel corso degli ultimi mesi dell’esercizio, seppure gli effetti, finora solo parzialmente percepiti, dell'incremento dei costi energetici stiano iniziando a manifestarsi con maggiore intensità, soprattutto in alcuni paesi", ha commentato Buzzi. L'azienda quindi conferma le indicazioni fornite in occasione della presentazione dei risultati semestrali in merito all’evoluzione prevedibile della gestione, ovvero realizzare a fine 2026 un margine operativo lordo ricorrente compreso tra 1.100 e 1.200 milioni di euro.(Foto: © sergwsq / 123RF)
Fonte: Teleborsa