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1 ore fa

Orcel (UniCredit): banche europee troppo vendute, performance saranno migliori delle attese

(Teleborsa) - Sulla sottovalutazione delle banche europee pesa la "memoria muscolare" sulle crisi passate, perchè "c'è sempre il terrore che ci sia qualcosa dietro l'angolo. Inoltre, si tenta di fare un parallelo tra quello che spinge la performance degli Stati Uniti e quello che lo spinge in Europa, non capendo che le banche sono diverse". Lo ha detto Andrea Orcel, CEO di UniCredit, al Salone del Risparmio in dialogo con il CEO di Algebris Davide Serra. "Un'altra domanda è cosa succede se c'è un rallentamento economico, ma dal 2022 al 2024 l'economia non stava crescendo molto e guardate i risultati delle banche", ha aggiunto."Le banche in Europa sono molto più legate al livello dei tassi, al margine, alla penetrazione clienti, all'efficienza che possono conseguire, mentre le banche americane sono molto legate a una traiettoria di crescita esasperata, ma crescita non vuol dire niente, quindi se uno compra il settore bancario vuole una crescita accettabile", ha detto Orcel."Il terrore è decelerazione economica, inflazione, ciclo del credito, dove ci saranno più sofferenze - ha spiegato - E quindi vendo le banche? Ma certo che inflazione vuol dire costi più alti, però se uno ha fatto quello che alcune banche hanno fatto, tra cui noi, li gestisce e li fa scendere comunque. Inflazione però vuole anche dire tassi più alti e tassi più alti per le banche europee vuol dire maggior margine. Magari ci saranno minori volumi, ma se io faccio lo stesso margine di interesse attraverso un maggior margine e minore volume vuol dire che libero molto più capitale e quindi è una redditività maggiore. Quindi questo è un impatto positivo, non negativo". Sulla obiezione che siamo sulla parte del ciclo dove il costo del rischio sarà maggiore, il banchiere ha detto: "Dipende, ci sono banche che sono tirate ma non molte. Noi per esempio abbiamo sempre aumentato le coperture sui crediti e abbiamo 1,7 miliardi di euro di overlays e ci prenderemo cura di questa eventualità. Quindi se uno lo guarda linea dopo linea del conto economico, quello che succede è un cambiamento del mix di cosa contribuisce, quindi nella parte del margine di interesse più margine che volume. Nella parte commissioni, noi siamo molto diversificati con le coperture che noi offriamo ai nostri clienti su tassi, cambi, commodities, energia più che per esempio investimenti. Ma comunque c'è una parte così diversa. Sulla parte nostra del rischio ce l'abbiamo coperta"."Però a causa del conflitto tutto il settore è venuto giù di un 20%, da un punto dove era già del 30-40% sotto quello degli americani - ha concluso - E credo che le persone trimestre dopo trimestre vedranno che c'è stato un over-sell, perché le performance saranno migliori di quello che ci si aspetta".
Fonte: Teleborsa