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Economia
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E-commerce, nel mondo supera i 5.500 miliardi di dollari nel 2026
(Teleborsa) - E-commerce, nel mondo supera i 5.500 miliardi di dollari nel 2026: dazi UE e AI ridisegnano il settore. L'e-commerce mondiale ha superato nel 2026 la soglia dei 5.500 miliardi di dollari di valore, con una penetrazione media sul totale degli acquisti retail che si attesta intorno al 21% (Fonte: ECDB, Global E-Commerce Compass 2026). Dati che, secondo Giulio Gargiullo, esperto di Digital Marketing, indicano un settore che ha smesso di crescere per inerzia e ha iniziato a crescere per merito, entrando in una fase di "maturità selettiva": un mercato guidato dall'intelligenza artificiale, da nuove barriere doganali e dalla necessità delle aziende di difendere i margini a fronte di costi pubblicitari sempre più elevati.Scenario mondiale: duopolio Cina-USA e Agentic CommerceA livello globale il mercato resta concentrato: Cina e Stati Uniti pesano insieme oltre il 60% dei volumi complessivi, mentre i marketplace nel loro insieme intercettano quasi il 70% delle vendite online (Fonte: ECDB, Global E-Commerce Compass 2026). Si registra però un consolidamento evidente: i grandi marketplace asiatici, PDD Holdings (Temu) in testa, mettono a segno fatturati record ma con utili più contenuti, mentre i colossi dell'ultra-fast fashion come Shein mostrano i primi segnali di saturazione, con una crescita trimestrale che secondo alcune analisi di settore si è ridotta a ritmi di poco superiori all'1% (Fonte: analisi di settore).Sul fronte tecnologico, il 2026 è indicato come l'anno dell'Agentic Commerce: agenti di intelligenza artificiale in grado di effettuare ricerche e acquisti in autonomia per conto degli utenti, in un contesto in cui il mobile resta il canale dominante, con oltre la metà delle transazioni mondiali (Fonte: ECDB, Global E-Commerce Compass 2026).Scenario europeo: stretta sui dazi e spinta cross-borderIl mercato europeo ha raggiunto nel 2024 un valore di 842 miliardi di euro, in crescita del 7% su base annua (Fonte: Scalapay, State of Shopping 2026), e prosegue la sua espansione nel 2026 sostenuto anche dal commercio transfrontaliero tra Paesi membri, leva sempre più utilizzata dalle aziende per entrare nel mercato unico senza aprire sedi fisiche all'estero.La vera svolta del 2026 è però doganale. Con il Regolamento UE 2026/382 l'Unione europea ha eliminato la storica franchigia che esentava dai dazi le spedizioni di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi terzi (Fonte: Regolamento UE 2026/382). Dal primo luglio 2026 è entrato in vigore un dazio doganale forfettario transitorio di 3 europer ciascuna voce doganale dichiarata nella spedizione (Fonte: Regolamento di esecuzione UE 2026/1200), pensato per contrastare la sottofatturazione e il frazionamento artificiale dei pacchi low-cost provenienti soprattutto dalla Cina, e per riequilibrare la concorrenza a tutela dei merchant europei.Il commento dell'esperto"Il calo delle aziende attive in Italia non è un segnale negativo, ma la fotografia di un mercato che si sta selezionando: chi investe in dati, contenuti e presenza digitale coerente guadagna quote di mercato, chi si affida ancora all'improvvisazione viene escluso", commenta Giulio Gargiullo, esperto di Digital Marketing. "Allo stesso tempo, l'arrivo dell'Agentic Commerce cambia le regole del gioco anche per chi fa comunicazione: se un agente AI può scegliere e acquistare al posto dell'utente, la sfida non è più solo essere trovati da un consumatore, ma essere selezionati da un algoritmo che ragiona per dati strutturati, reputazione online e coerenza di brand. Le aziende che vogliono restare competitive nel 2026 devono ripensare le proprie strategie di comunicazione digitale in questa direzione, ben prima che diventi uno standard di mercato". Il caso Italia: 66,6 miliardi di euro e la selezione delle impreseIn Italia l'e-commerce ha raggiunto nel 2026 un valore complessivo di 66,6 miliardi di euro, in crescita del 6% su base annua (Fonte: Osservatorio eCommerce B2c Netcomm - School of Management del Politecnico di Milano). Gli acquisti online di prodotto valgono 42,6 miliardi di euro (Fonte: Osservatorio eCommerce B2c Netcomm - Politecnico di Milano), mentre i servizi - trainati da turismo e ticketing - completano il quadro fino al totale sopra indicato.Il dato più significativo riguarda però il lato dell'offerta: le aziende e-commerce attive scendono a 87.000, in calo del 4,4% (Fonte: Osservatorio eCommerce B2c Netcomm - Politecnico di Milano). La fine del boom post-pandemico ha selezionato il mercato, escludendo le realtà improvvisate o prive di solidità finanziaria, mentre le aziende strutturate e le società di capitali che investono in tecnologia registrano utili superiori alla media e un rischio d'impresa quasi dimezzato.Il tasso di penetrazione dell'online sui prodotti in Italia resta fermo all'11,5%, un livello ancora distante dalla media globale del 21% (Fonte: Osservatorio eCommerce B2c Netcomm - Politecnico di Milano) e che testimonia un potenziale di crescita non ancora espresso dalle imprese italiane. A correre più della media è il comparto Beauty & Pharma (+8%)(Fonte: Osservatorio eCommerce B2c Netcomm - Politecnico di Milano). Sul fronte dei pagamenti, il Buy Now Pay Later si conferma una modalità sempre più diffusa: il transato BNPL in Italia ha raggiunto quota 9,9 miliardi di euro, in crescita del 45% anno su anno (Fonte: Osservatorio Innovative Payments, Politecnico di Milano / Scalapay, State of Shopping 2026).
Fonte: Teleborsa