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Economia
40 minuti fa
Brico e Fai da te: una strada verso un nuovo retail mix tra fisico e digitale
(Teleborsa) - Come sta evolvendo il mondo del retail dedicato al fai da te, ed a cosa è dovuta realmente la flessione che ha caratterizzato il comparto negli ultimi anni? È questo uno dei temi cruciali per il settore, approfondito all'interno dei convegni di Bricoday, la fiera B2B dedicata al mondo del fai da te, del garden e dell'home improvement, che si è appena conclusa a Milano.Una delle evidenze emerse durante gli incontri riguarda la necessità di riscontro fisico che il consumatore continua ad avere verso il prodotto, motivo per cui il punto vendita tradizionale rimane una base indispensabile. Ciononostante, le grandi catene retail devono necessariamente ripensare le loro strategie per adattarsi al nuovo contesto economico ed ai nuovi comportamenti d'acquisto, come ha spiegato Andrea Boi, Principal Consultant e Partner di TradeLab: "l'anno che si è appena chiuso non è stato un buon anno, con una dinamica delle vendite che è stata al di sotto dell'inflazione. È ancora più grave il fatto che l'aumento dei costi e la riduzione dei margini generalizzata abbia prodotto una riduzione dell'utile, anche se nell'immediato le aziende rimangono in utile. In questo quadro sono andate decisamente meglio le aziende dei retailer regionali, cioè operatori che lavorano in due, tre o anche una sola regione. In generale ci sono state pochissime nuove aperture, a fronte di chiusure che portano a una leggera riduzione della rete: negli ultimi 5 o 6 anni c'è stata una riduzione della numerica del 10%".Di conseguenza, questa sorta di razionalizzazione impone un cambio di paradigma, come ha sottolineato Boi: "occorre ripensare i paradigmi con cui si realizzano le aperture e si individuano le posizioni. Bisogna ragionare in maniera diversa, non partendo dalle posizioni ma da dove ci sono dei bacini appetibili che cambiano a seconda dei formati, e ripensando anche le location. Stanno tornando sempre più importanti le posizioni in stand-alone, quindi non nei centri commerciali, e soprattutto per la crisi generalizzata che c'è nel settore distributivo si stanno liberando posizioni che vanno valutate per l'apertura anche delle grandi superfici del DIY".Se il retail tradizionale soffre, l'e-commerce mostra invece segnali positivi approfittando di un consumatore comunque orientato all'acquisto di prodotti per il fai da te, come ha spiegato Stefano Pironi, Key Account Manager Tech Industry di NIQ: "il consumatore ha un sentiment che non è così negativo come molto spesso pensiamo. Il mondo del Do-It-Yourself è un comparto che sta procedendo nei primi 6 mesi dell'anno in maniera sostanzialmente stabile rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. In superficie è stabile, ma poi andando a ragionare in profondità sull'andamento delle diverse categorie si vedono variazioni di delta significative. All'interno del comparto dell'aria condizionata, ma in generale nel mondo dell'home improvement, abbiamo notato una crescita dei marketplace, cioè delle terze parti, e una crescita di siti di e-commerce insospettabili per il mondo del DIY. TikTok, per esempio, cresce in maniera interessante".La vendita online sta vivendo quindi una transizione verso marketplace basati sui video, che si rivelano un ottimo vettore per la unique selling proposition del settore. A questo proposito, Massimo Rocchelli, Industry Lead di TikTok Shop, ha raccontato :"ormai la nostra piattaforma conta più di 25 milioni di utenti attivi in Italia e si è evoluta da piattaforma puramente basata sull'intrattenimento a piattaforma che porta alla scoperta di nuovi prodotti e brand tramite il contenuto. Il video aiuta a rendere più tangibile e dimostrabile un prodotto e, all'interno del mondo del fai da te, aiuta l'utente a comprenderne l'utilità".Rocchelli ha precisato che l'impatto del social network va ben oltre i confini del digitale: "Sempre di più l'utente non si ferma a vedere il video: quando è interessato, due su cinque dei nostri utenti tendono poi anche a recarsi in store. C'è quindi un impatto molto forte, quello che in altri settori chiamiamo Halo Effect, su altri canali che non sono solo TikTok". Inoltre, sfatando un luogo comune sul target, Rocchelli ha aggiunto: "oltre il 41% del nostro fatturato arriva proprio dagli Over 40, che si sono trovati a proprio agio e sono grandi fruitori di questo nuovo modo di comprare e scoprire nuovi prodotti attraverso i social. E le categorie che stanno avendo una maggior crescita sono proprio il mondo dell'home living, in cui rientra il fai da te".Anche per il mondo del retail l'IA sta diventando una pedina fondamentale sulla scacchiera delle strategie di vendita, rendendo concreta la necessità di ottimizzare i contenuti in funzione dei nuovi motori di ricerca, come ha spiegato Davide Casaleggio, CEO e partner di Ecommerce Italia: "stiamo iniziando a vedere l'evoluzione del mercato dell'e-commerce legata soprattutto all'intelligenza artificiale. L'IA sta cambiando il modo in cui venderemo online i nostri prodotti e oggi è sempre più importante avere un'attenzione sulla scheda prodotto e sui dati messi a disposizione, che non verranno letti solo dal cliente finale ma soprattutto, e sempre di più, dai 'maggiordomi' AI che il cliente finale attiverà per capire qual è il miglior prodotto e il negozio migliore dove comprare".Un'ulteriore evidenza riguarda il delinearsi di una stratificazione degli utenti dell'AI in relazione alla propensione di spesa, come ha evidenziato nuovamente Stefano Pironi di NIQ: "andando a tagliare l'analisi su chi ha una sottoscrizione a pagamento, per esempio con ChatGPT, abbiamo visto il delta della spesa media tra l'acquirente online classico e l'acquirente online che si avvale di ChatGPT per fare ricerche prima dell'acquisto. Abbiamo notato un delta interessante: chi utilizza l'intelligenza artificiale mediamente spende di più, acquista con più frequenza e utilizza più punti vendita online per l'acquisto di prodotti di home improvement".(Foto: Un espositore di prodotti da giardinaggio)
Fonte: Teleborsa