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Economia
1 ore fa
BCE ferma sui tassi, Lagarde minimizza il rally dell'euro
(Teleborsa) - La Banca Centrale Europea ha confermato il mantenimento dei tassi d’interesse, come ampiamente previsto, e la presidente Christine Lagarde non ha offerto indicazioni sulla futura direzione della politica monetaria. La governatrice ha però affrontato una serie di temi cruciali che delineano un quadro di stabilità solo apparente, con rischi ancora ben presenti.Lagarde ha ribadito che l'Eurotower non ha un obiettivo diretto sul cambio, pur riconoscendone l’importanza per la crescita e per le prospettive d’inflazione. Ha osservato che il dollaro si è indebolito in modo significativo rispetto all’euro a partire da marzo 2025, e che questo apprezzamento è già incluso nello scenario di base dell’istituto centrale. Resta comunque un elemento da monitorare per eventuali effetti ritardati sui prezzi.Rischi ampiamente bilanciati La presidente ha descritto il quadro dei rischi come "ampiamente bilanciato": alcuni fattori si sono attenuati, ha spiegato, altri sono aumentati, ma nel complesso la BCE ritiene che l’equilibrio tra rischi al rialzo e al ribasso rimanga sostanzialmente stabile.Euro più forteUn euro più forte, ha spiegato Lagarde, potrebbe contribuire a ridurre l’inflazione oltre le attuali previsioni. Inoltre, una maggiore volatilità dei mercati finanziari e un aumento dell’avversione al rischio potrebbero frenare la domanda interna, con ulteriori effetti disinflazionistici. Rischi di inflazione al rialzo e al ribassoTra i rischi che potrebbero spingere l’inflazione verso l’alto, la BCE cita un possibile aumento persistente dei prezzi energetici, nuove tensioni nelle catene globali di approvvigionamento e una moderazione salariale più lenta del previsto. Anche l’aumento programmato della spesa per difesa e infrastrutture potrebbe alimentare pressioni sui prezzi nel medio termine.L’inflazione potrebbe invece risultare più bassa se i dazi riducessero la domanda estera più del previsto o se Paesi con capacità produttiva inutilizzata aumentassero le esportazioni verso l’area euro. Un euro più forte e mercati finanziari più prudenti contribuirebbero anch’essi a raffreddare ulteriormente i prezzi.Gli indicatori dell’inflazione di fondo sono rimasti pressoché invariati negli ultimi mesi e coerenti con l’obiettivo del 2% nel medio termine. Lagarde ha però sottolineato che lo scenario resta più incerto del solito, complice il contesto geopolitico e commerciale globale.Quanto alla crescita salariale negoziata mostra segnali di moderazione, secondo gli indicatori della BCE. Rimane però incerta la componente retributiva che va oltre i contratti collettivi, e che potrebbe influenzare l’andamento complessivo dei costi del lavoro. Aspettative di inflazioneLe aspettative di inflazione a lungo termine restano ancorate intorno al 2%, ha ribadito Lagarde, un elemento che la BCE considera fondamentale per la stabilizzazione dei prezzi.Nonostante un rafforzamento degli investimenti, soprattutto in tecnologie digitali, Lagarde ha riconosciuto che l’ambiente esterno rimane complesso. L’aumento dei dazi e l’apprezzamento dell’euro nell’ultimo anno rappresentano ostacoli significativi per l’export europeo.La crescita dell’area euro, ha detto ancora la presidente della BCE, continua a essere sostenuta dai servizi, in particolare nel settore dell’informazione e della comunicazione. La manifattura si mostra resiliente nonostante le difficoltà del commercio globale, mentre il settore delle costruzioni sta recuperando slancio.
Fonte: Teleborsa