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3 ore fa
Fed, Waller: inflazione e politica monetaria a un bivio. Possibile stretta se i prezzi resteranno elevati
(Teleborsa) - L'economia statunitense resta solida, ma inflazione e politica monetaria si trovano davanti a un punto di svolta. È quanto emerge dall’intervento del governatore, della Federal Reserve, Christopher Waller, che ha sottolineato come la traiettoria dei prezzi nelle prossime settimane sarà determinante per le future decisioni del Federal Open Market Committee (FOMC).Waller ha evidenziato la resilienza dei consumi delle famiglie e degli investimenti delle imprese, sostenuti anche dalla spesa legata all’intelligenza artificiale, mentre il mercato del lavoro continua a mostrare un equilibrio tra domanda e offerta. Secondo il governatore, l’occupazione è vicina al livello massimo sostenibile e, in assenza di segnali di forte deterioramento, il principale elemento di attenzione resta l’inflazione.Il nodo centrale riguarda l'andamento dell’inflazione core, salita dal 3% di dicembre 2025 al 3,4% a maggio 2026 secondo l’indice PCE. Waller ha spiegato che, se questa tendenza al rialzo dovesse proseguire, sarebbe più difficile riportare l’inflazione verso l’obiettivo del 2% mantenendo invariato l’attuale orientamento della politica monetaria.Il governatore ha comunque evidenziato alcune differenze rispetto al periodo 2021-2022: oggi il mercato del lavoro appare meno teso e le aspettative di inflazione risultano ancora ancorate vicino al target della Fed. Per questo motivo, ha sottolineato la necessità di evitare sia un eccessivo irrigidimento della politica monetaria sia un ritardo nella risposta all’aumento dei prezzi.Alla vigilia dell'indice dei prezzi al consumo americano di giugno, Waller ha indicato che saranno fondamentali per valutare la direzione dei tassi. Un rallentamento dell’inflazione core potrebbe consentire alla Fed di mantenere invariati i tassi attuali, mentre nuovi segnali di pressione sui prezzi potrebbero rendere necessaria una stretta monetaria nel breve termine.Tra i principali fattori che stanno alimentando le pressioni inflazionistiche, Waller ha citato gli effetti dei dazi, la volatilità dei prezzi energetici e la crescente domanda legata agli investimenti nell’intelligenza artificiale.
Fonte: Teleborsa