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57 minuti fa
Goldman Sachs conferma la previsione di aumenti modesti dell'inflazione core a luglio e agosto
(Teleborsa) - I prezzi del petrolio sono rimbalzati del 35% dal minimo di inizio mese a 97 dollari al barile, mettendo in discussione quello che in precedenza appariva come uno scenario di inflazione a breve termine piuttosto favorevole.E' quanto osserva Goldman Sachs in un report, spiegando che continua ad aspettarsi aumenti mensili modesti dell'indice dei prezzi al consumo (CPI) core a luglio (0,20%) e agosto (anch'esso 0,20%), sebbene le proprie previsioni siano state leggermente riviste al rialzo nelle ultime settimane. Se da un lato, la stima a breve termine sulle tariffe aeree di luglio è aumentata di quasi 3 punti percentuali, raggiungendo il +2%, a seguito del rimbalzo dei prezzi del carburante per aerei, dall'altro lato la banca d'affari conferma la previsione di un'inflazione contenuta riguardo gli alloggi e di ulteriori aumenti limitati dei prezzi legati ai dazi. Inoltre, i prezzi degli hotel dovrebbero diminuire leggermente dopo essere stati spinti dalla domanda legata ai Mondiali di calcio."Il rimbalzo dei prezzi del petrolio avrà un impatto molto più pronunciato sull'inflazione complessiva attraverso i prezzi dell'energia al consumo". Ipotizzando che il prezzo medio del petrolio si attesti a 93 dollari al barile ad agosto, Goldman Sachs si attende ora un aumento mensile dell'indice dei prezzi al consumo (CPI) dello 0,12% a luglio e dello 0,49% ad agosto, rispetto allo 0,06% e allo 0,14% di un mese fa."Le nostre previsioni sul CPI sono coerenti con aumenti mensili dei prezzi PCE core dello 0,21% e dello 0,23% a luglio e agosto, il che porterebbe il PCE core, prima della riunione del FOMC di settembre, a un valore annuo del 3,05%, tenendo conto delle imminenti modifiche metodologiche, e del 2,4% su base trimestrale". I rischi di inflazione sono orientati al rialzo in caso di ulteriore aumento delle tensioni sui mercati petroliferi.
Fonte: Teleborsa