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17 minuti fa
Lagarde, rialzo dei tassi scelta ovvia: choc energetico pesa su prezzi e crescita
(Teleborsa) - La BCE ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita dell'area euro per il 2026, dallo 0,8% allo 0,9%, ma resta alle prese con uno choc di offerta legato soprattutto alla situazione in Medio Oriente e aggravato dalle difficoltà dell'offerta di raffinazione. È quanto ha spiegato la presidente della BCE, Christine Lagarde, intervenendo a Parigi al Banque Populaire Caisse d'Epargne Group Executive Summer University, all'indomani della decisione di alzare i tassi di interesse al 2,50%.La revisione delle stime di crescita, ha sottolineato Lagarde, è stata effettuata "senza considerare i dati emersi poco prima della nostra riunione di politica monetaria. Se avessimo incluso gli ultimi numeri, compresi quelli dell'Irlanda - che è un po' volatile nei suoi risultati - saremmo arrivati all'1,2%"."Si tratta di revisioni significative. Abbiamo davanti uno choc di offerta consistente, che ci arriva in particolare - ma non solo - dalla situazione in Medio Oriente, e che è peggiorato da quanto sta accadendo nell'offerta di raffinazione", ha detto la presidente della BCE. "Quindi, quando guardate tutto questo e prestate attenzione non solo all'impatto della crisi energetica sui prezzi, ma anche al suo impatto sulle prospettive di crescita, siamo costretti a rivedere al rialzo i tassi di interesse. Era una decisione assolutamente ovvia, tanto che all'interno del Consiglio direttivo - che riunisce 27 persone - è stata una scelta unanime, non contestata da nessuno".Lagarde non ha invece voluto anticipare le prossime mosse di politica monetaria. "Continueremo a operare in questo modo nelle prossime riunioni monetarie, esaminando il maggior numero possibile di dati. Ci servono sufficientemente elementi fattuali di previsioni, di dati su inflazione, crescita, occupazione e risultati delle indagini. Sulla base di tutto questo - ha detto - alle nostre prossime riunioni, prenderemo le nostre decisioni".La presidente della BCE ha affrontato anche il tema della solidità del sistema bancario europeo e della necessità di rafforzare la competitività degli istituti. "In Europa abbiamo la fortuna di avere un settore finanziario in cui, dopo la crisi del 2008, le banche sono solide, ben capitalizzate, con liquidità elevata e sottoposte a una supervisione rigorosa. So che a volte questo può essere un po' un problema, perché c'è chi vorrebbe essere un po' meno controllato. Ma avere un sistema bancario solido rimane comunque fondamentale, anche se sono in discussione alcune misure di semplificazione che, probabilmente, verranno introdotte nei prossimi mesi".Secondo Lagarde, l'Europa ha bisogno di gruppi bancari di dimensioni maggiori e capaci di operare oltre i confini nazionali. "In Europa sulle banche ci servono dei campioni: è evidente. Certamente significa avere un'attività transfrontaliera, significa avere una presa di mercato molto più ampia e combinare le economie di scala con operazioni transfrontaliere, che consentano di aumentare la mole dei gruppi"."Ho sentito dire così tante volte da parte delle banche che se vogliono essere in grado di competere con i 3-4 grandi campioni americani e cinesi serve assolutamente una mole sufficiente", ha aggiunto.Per Lagarde, tuttavia, al rafforzamento del sistema bancario deve affiancarsi lo sviluppo di un vero mercato europeo dei capitali. "Questo però non impedisce di avere, accanto a un solido finanziamento bancario, anche un mercato dei capitali. Invece di far defluire e investire - in modo un po' semplificatorio - quei 300 miliardi di cui parlavo prima verso gli Stati Uniti tramite investitori istituzionali, se riusciamo a creare un mercato dei capitali fluido, liquido, profondo ed efficiente, con un unico set di regole e una supervisione armonizzata, credo che potremmo ampliare ulteriormente le nostre capacità. Tanto più che gli europei risparmiano molto: allora perché questi risparmi finanziano ancora in modo insufficiente le nostre imprese?".Sul fronte della stabilità finanziaria, la presidente dell'Eurotower ha infine richiamato la lezione della crisi del 2007-2009, indicando come principio guida per la regolamentazione dei mercati quello della parità tra attività e rischi. "Bisogna stare molto attenti e ossessionati al principio di: 'stessa attività, stesso rischio, stessa regolamentazione. Penso che sia questo il cuore della prevenzione da esercitare".
Fonte: Teleborsa