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Economia
45 minuti fa

Dpfp, Istat: quadro finanza pubblica esposto a rischi ribasso, monitorare peso rincari

(Teleborsa) - Come descritto nel Dpfp, il quadro di finanza pubblica resta esposto a rischi orientati al ribasso, dovuti principalmente all'incertezza sull'evoluzione del contesto economico internazionale, nonostante negli ultimi anni l'economia italiana si sia mostrata resiliente anche grazie agli investimenti del Pnrr. Sul fronte della crescita sarà necessario monitorare la trasmissione del rincaro delle risorse energetiche all'economia e i potenziali effetti negativi su famiglie e imprese, nonché - come più volte ricordato - la capacità di preservare livelli di investimento adeguati a cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie, aumentare la produttività, ma anche valorizzare competenze e capitale umano e sostenere i redditi". Lo rileva l'Istat nel corso dell'audizione sul Documento programmatico di finanza pubblica davanti alle commissioni bilancio di Camera e Senato.Quadro finanza pubblica esposto a rischi ribasso"Nell'ipotesi di un andamento più elevato dei prezzi delle materie prime energetiche, l'esercizio indica una riduzione del Pil di 0,1 p.p. rispetto allo scenario base nel 2027 e nel 2028, mentre non emergerebbero effetti significativi nel 2029; l'effetto cumulato risulterebbe simile tra i due modelli, pur presentando profili annuali differenti", si osserva riportando un focus sulla valutazione dei fattori di rischio per lo scenario macroeconomico secondo il modello MeMo-It. Nello scenario che ipotizza un peggioramento delle condizioni finanziarie il rallentamento del Pil risulterebbe più contenuto di quello riportato nel Dpfp - prosegue l'Istat -: non si registrerebbero effetti nel 2027, mentre la riduzione del Pil sarebbe pari a 0,1 punti percentuali rispetto allo scenario di riferimento sia nel 2028 sia nel 2029". L'Istituto ha inoltre condotto un ulteriore esercizio di simulazione ipotizzando una più lenta discesa delle quotazioni delle principali materie prime energetiche nel biennio 2027-2028 dovuta al perdurare di criticità di offerta; ne conseguirebbe un maggiore e più prolungato impatto sull'inflazione e una più decisa risposta di politica monetaria (un aumento dei tassi di interesse a breve di 50 punti base sia nel 2027 sia nel 2028 rispetto allo scenario di riferimento).monitorare peso rincari Come conseguenza del perdurare delle tensioni - e delle preoccupazioni circa l'aumento dei rendimenti dei titoli pubblici - si ipotizza anche il mantenimento di elevati livelli di incertezza degli operatori nel biennio 2027-2028. Il combinato disposto di questi effetti determinerebbe un impatto sul Pil pari a una minore crescita di 0,2 punti percentuali nel 2027 rispetto allo scenario base. L'effetto risulterebbe più ampio nel 2028, quando la minore crescita raggiungerebbe 0,4 punti percentuali per via della propagazione degli effetti di trasmissione degli shock all'economia. Nel 2029, pur in assenza di un ulteriore rafforzamento degli shock ipotizzati, l'impatto sul Pil rimarrebbe negativo e pari a 0,2 punti percentuali.attenzione a risalita inflazione su dinamiche retributive"L'attuale fase di risalita dell'inflazione richiede particolare attenzione sul fronte delle dinamiche retributive. Nel secondo trimestre dell'anno la fase di recupero delle retribuzioni nominali rispetto alla crescita dei prezzi - ininterrotta dal quarto trimestre 2023 al primo 2026 - si è arrestata. In particolare, nel settore privato la dinamica tendenziale delle retribuzioni nel periodo aprile-agosto (ultimo dato disponibile per le retribuzioni) si mantiene, seppur in misura contenuta, al di sotto dell'inflazione".
Fonte: Teleborsa