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1 ore fa

Le "Magnifiche sette" europee, la risposta continentale ai colossi tech d'oltreoceano

(Teleborsa) - “Le principali aziende europee possono essere meno visibili, ma operano nel cuore dell’economia globale. Controllano snodi industriali critici, vantano marchi solidi e duraturi e trainano la crescita di lungo periodo in settori come i semiconduttori, la sanità, l’elettrificazione, l’energia e i servizi finanziari. La loro forza risiede nella proprietà intellettuale, nella profondità delle competenze ingegneristiche e nel posizionamento regolatorio: vantaggi che restano tali indipendentemente dalla fase del ciclo economico". Ha spiegato Francesco Bergamini, Head of Freedom24 Italy - società internazionale di broker online che ha condotto un’analisi per individuare le magnifiche 7 europee.Queste caratteristiche aiutano a spiegare perché i “campioni” europei tendano a essere scambiati a multipli più conservativi rispetto ai concorrenti statunitensi, anche a fronte di una crescente rilevanza strategica. I flussi di cassa risultano generalmente più stabili, i bilanci più solidi e i rischi legati a cambiamenti dirompenti distribuiti in modo più favorevole.Le magnifiche 7 europee identificate da Freedom24 sono l'olandese ASML, le tedesche SAP e Siemens, le francesi LVMH e TotalEnergies, la danese Novo Nordisk e l'italiana UniCredit.  Nel loro insieme, secondo Freedom24, queste sette azioni rappresentano la risposta europea ai “Magnificent Seven” americani. Sono meno orientate al momentum, più legate ad asset reali e integrate nelle catene globali del valore.Dai Paesi Bassi emerge ASML che "occupa una posizione strategica senza rivali nell’industria globale dei semiconduttori. È l’unico produttore commerciale al mondo di macchine per la litografia basate sulla tecnologia EUV (Extreme Ultraviolet), considerata un elemento chiave per la produzione di chip avanzati destinati ad AI, data center e calcolo ad alte prestazioni", ha osservato Freedom24. La società ha "beneficiato direttamente del boom degli investimenti nell’intelligenza artificiale. Il portafoglio ordini ha registrato un forte rimbalzo nella seconda metà del 2025 e il management ha indicato obiettivi di ricavi di lungo periodo fino a 60 miliardi di euro entro la fine del decennio. I margini restano tra i più elevati del settore tecnologico-industriale globale". Il consenso degli analisti resta "estremamente positivo: ASML è considerata un asset di crescita di lungo periodo con una protezione geopolitica legata alle restrizioni all’export. Secondo MarketsandMarkets, il mercato della litografia EUV è destinato quasi a raddoppiare entro il 2032, passando da 15,84 a 30,36 miliardi di dollari, con un tasso di crescita annuo composto dell’11,4%".Spostandoci in Germania, SAP è "tornata a essere il principale gruppo tecnologico europeo quotato, grazie al successo della transizione verso un modello di software in abbonamento basato sul cloud. Questo cambiamento ha reso gli utili più prevedibili e sostenuto una rivalutazione dei multipli, permettendo al titolo di sovraperformare gli indici europei negli ultimi due anni". Gli analisti si attendono "una crescita costante degli utili più che un upside esplosivo".Siemens "resta il principale gruppo europeo di tecnologia industriale, con ricavi 2025 pari a 78,9 miliardi di euro. Il free cash flow rimane solido, consentendo il pagamento di dividendi e buyback mirati, mentre l’indebitamento netto moderato garantisce flessibilità finanziaria. Nonostante la debolezza ciclica di alcuni segmenti industriali, la domanda di automazione di fabbrica, industrial IoT e smart grid sostiene una crescita dei ricavi a una cifra media e una graduale espansione dei margini nei prossimi anni", ha evidenziato Freeedom24 che al contempo prevede "una crescita dell’EPS del 5–8% annuo fino al 2027, supportata da trend strutturali nell’automazione e nelle infrastrutture energeticamente efficienti".Oltralpe, la francese LVMH, ad avviso di Freedom24 è "il più grande gruppo mondiale del lusso, con ricavi 2025 pari a 80,8 miliardi di euro e un utile operativo ricorrente di circa 17,8 miliardi, a dimostrazione di margini solidi nonostante il rallentamento della domanda globale". Inoltre, "il free cash flow si è mantenuto forte, intorno agli 11 miliardi di euro, sostenendo dividendi e flessibilità finanziaria. Sebbene la crescita si sia ridimensionata rispetto ai picchi post-pandemici, il gruppo continua a beneficiare di un forte potere di pricing, in particolare nella divisione Fashion & Leather Goods, la più redditizia". Gli analisti prevedono una "graduale ripresa a partire dal 2026, con una crescita organica a una cifra bassa e una moderata espansione dei margini con la normalizzazione della domanda. LVMH è passata dall’essere un titolo 'momentum' a un 'compounder' di qualità: meno esuberante, ma ancora strutturalmente dominante".TotalEnergies è una delle maggiori compagnie energetiche integrate europee, con un "core tradizionale oil & gas affiancato da un portafoglio low-carbon in costante espansione", ha ricordato Freedom24. La diversificazione delle fonti di profitto è stata cruciale: "LNG e rinnovabili contribuiscono in modo crescente accanto alla produzione petrolifera, riducendo la dipendenza dalle materie prime. Una disciplina rigorosa nell’allocazione del capitale – inclusi obiettivi di riduzione dell’intensità carbonica – rende il titolo attrattivo per gli investitori interessati sia al reddito sia alla transizione energetica". Le previsioni, ha aggiunto Freedom24, indicano una "crescita moderata degli utili nel 2026–27, sostenuta dalla domanda di LNG e dal miglioramento dell’economia dei progetti rinnovabili. I modelli di consenso suggeriscono flussi di cassa più stabili anche in caso di calo moderato del prezzo del petrolio, con raccomandazioni prevalentemente Buy/Outperform".Spostandoci in Danimarca, Novo Nordisk emerge quale una delle aziende sanitarie più rilevanti d’Europa, con una "leadership consolidata nei segmenti diabete e obesità, sostenuti da una domanda strutturale in crescita legata all’invecchiamento della popolazione e alla diffusione delle malattie metaboliche" ha ricordato Freedom24. "Nonostante una correzione del titolo dai massimi – in parte dovuta a cautele sugli sviluppi dei farmaci di nuova generazione – i fondamentali restano solidi. La conversione in free cash flow è elevata, sostenendo un dividendo in crescita (yield intorno all’1,5–2%) e programmi di riacquisto di azioni. La struttura finanziaria rimane robusta, con un indebitamento contenuto e ampia capacità di finanziare R&S e acquisizioni mirate". Freeedom24 continua a "prevedere una crescita degli utili a doppia cifra nel medio termine, trainata dall’aumento delle quote di mercato nei trattamenti GLP-1 e affini, oltre all’espansione in aree terapeutiche contigue. Le stime di consenso indicano una crescita dell’EPS del 10–15% annuo nei prossimi due-tre anni, anche considerando il recente indebolimento dei catalyst clinici".E infine UniCredit, che si è affermata "non solo come principale istituto finanziario italiano, ma anche come una delle storie bancarie più interessanti in Europa, grazie a un mix di elevata redditività, solida patrimonializzazione e crescita dimensionale". Il buon avvio del 2025, ha evidenziato Freedom24, "ha rafforzato il momentum: l’utile netto del primo semestre si è attestato intorno a 6,1 miliardi di euro, di cui 3,3 miliardi nel secondo trimestre. La banca ha rivisto al rialzo le stime per l’anno, prevedendo un utile di circa 10,5 miliardi e un RoTE intorno al 20%. UniCredit ha inoltre confermato l’obiettivo di un utile netto di almeno 11 miliardi entro il 2027, sostenuto da una strategia pluriennale, forte generazione di capitale e distribuzioni agli azionisti per 30 miliardi nel periodo 2025–27"."UniCredit combina scala europea, redditività in aumento e ritorni interessanti per gli azionisti, offrendo un profilo al tempo stesso difensivo e con un potenziale di crescita di medio termine", ha concluso Freedom24.
Fonte: Teleborsa