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1 ore fa
Taxi, sciopero fino alle 22. Salvini: "Domani le sigle al ministero"
(Teleborsa) - Sono una ventina le sigle aderenti aderenti allo sciopero nazionale dei tassisti che ha fermato il servizio in gran parte delle città italiane, da Nord a Sud, dalle 8 alle 22. La categoria protesta contro il governo e l'ingresso, che definisce sempre più invasivo, delle multinazionali nel settore. Prosegue, intanto, la manifestazione dei tassisti davanti a Montecitorio con cori, bandiere, esplosione di petardi e slogan contro la premier Giorgia Meloni definita "l'americana": "'Giorgia Meloni tu vuo fa l'americana ma sei nata in Italy. Dove paga le tasse Uber?", uno dei cartelli esposti dalla categoria. Le forze dell'ordine stanno presidiando l'area che resta transennata e stanno vagliando le immagini per l'identificazione dei responabili delle esplosioni di grossi petardi. Alcuni potenti petardi sono stati lanciati anche mentre stava entrando alla Camera il ministro degli Esteri Antonio Tajani per l'informativa sulla strage di Crans-Montana e sulla situazione in Venezuela dopo il blitz americano e il rapimento del presidente Maduro. "Domani pomeriggio ho convocato tutte le sigle dei taxi al Ministero. Non ho voluto interferire, quindi è giusto che ognuno rivendichi quello che ritiene di rivendicare" ha commentato il ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Matteo Salvini."Adesione totale allo sciopero nazionale indetto dalle principali sigle di rappresentanza sindacale, tra cui Uritaxi. Anche nelle città rappresentate dalle sigle non aderenti allo sciopero, il fermo è di fatto totale" sottolinea Claudio Giudici, presidente Uritaxi e del 4390 Taxi Firenze –. I tassisti italiani, così come quelli europei e d'oltreoceano sono esasperati per questa aggressione contro il mondo del lavoro da parte dei gruppi finanziari che stanno dietro le app a base di asta algoritmica. Queste piattaforme operano impunemente, violando le severe leggi sul trasporto che invece gravano sui taxi. Innovazione e concorrenza sono diventati i pretesti per attuare una distruttiva e sistematica pratica di concorrenza sleale: chi non lo riconosce o è disonesto oppure sottovaluta la diffusione di pratiche centrate sulla prevaricazione finanziaria, invece che sul rispetto delle leggi". Di parere diverso Andrea Romano, presidente di MuoverSí - Federazione Ncc, che riunisce le principali associazioni di categoria del noleggio con conducente. "Il ministro Salvini esca dal ruolo di avvocato di una minoranza e si assuma la responsabilità di parlare con tutti gli operatori del trasporto pubblico non di linea. In occasione della manifestazione odierna di alcune sigle del mondo taxi, – afferma Romano – si sono registrati inaccettabili atti di intimidazione nei confronti di operatori Ncc. Sta finalmente per partire il confronto parlamentare sulla nuova legge di settore, a 34 anni dalla normativa del 1992. È quanto mai opportuno che il ministro dei Trasporti metta al centro gli interessi dei cittadini utenti, delle imprese e degli operatori del settore, invece di limitarsi a rappresentare una sola parte. Il Paese ha bisogno di una riforma moderna, equilibrata e capace di garantire servizi efficienti e sicuri". Sul piede di guerra le associazioni dei consumatori. "Lo sciopero dei tassisti è tanto pretestuoso quanto inutile. Per fortuna esiste una Costituzione che va rispettata e, quindi, nemmeno il ministro Salvini, pur avendoci già provato con dei decreti illegittimi, può andare contro ben 2 sentenze della Consulta facendo rientrare dalla finestra regole ridicole e assurde come il rientro in rimessa o la siesta obbligatoria di 20 minuti tra una corsa e l'altra. Misure che, pur di accontentare la lobby dei tassisti, danneggiano i consumatori, fanno tornare il Paese all'età della pietra e violano libertà espressamente garantite dalla Costituzione, come la libertà di iniziativa economica – afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori –. Se la piantassero di fare proteste a casaccio e Salvini la smettesse di convocare solo loro pur di accontentarli, forse ci si potrebbe riunire tutti attorno a un tavolo, tassisti, Ncc e associazioni di consumatori, per fare una riforma seria del trasporto pubblico non di linea"."Uno sciopero contro i consumatori". Così il Codacons boccia la protesta indetta per oggi dalle sigle sindacali dei tassisti. "Ancora una volta la categoria dei taxi dimostra di essere una lobby che vuole stabilire le regole unicamente a proprio vantaggio, usando il paravento degli utenti per portare avanti le proprie rivendicazioni – spiega il Codacons –. La verità è che si vuole ostacolare ogni forma di concorrenza in favore dei consumatori, impedendo l'ingresso di nuovi operatori e il rilascio di nuove licenze, che porterebbero a maggiore scelta per gli utenti e ad una riduzione delle tariffe nel settore a tutto vantaggio della collettività e del mercato. A differenza di altri Paesi anche meno sviluppati, In Italia il comparto del trasporto pubblico non di linea è fermo al Medioevo, e questo perché i governi di ogni schieramento hanno sempre ceduto alle pressioni dei tassisti che, finora, hanno dettato legge nel nostro Paese".
Fonte: Teleborsa