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Economia
2 ore fa

Mercati sotto la lente: dal rally dell'oro alla Fed

(Teleborsa) - Quest’anno il World Economic Forum di Davos ha catturato l’attenzione degli osservatori internazionali. Tra i numerosi interventi, quello più atteso è stato sicuramente quello del presidente Trump, considerato cruciale soprattutto per comprendere lo sviluppo della questione della Groenlandia. A sintetizzare efficacemente l’attuale contesto geopolitico è stato il discorso del Primo Ministro canadese Mark Carney, che ha affermato: “Oggi parlerò della rottura dell’ordine mondiale, della fine di una bella storia e dell’inizio di una realtà brutale in cui la geopolitica tra le grandi potenze non è soggetta ad alcun vincolo”.  Lo rileva Intermonte nel commento a cura del Team Advisory & Gestione. Le preoccupazioni derivanti dalle tensioni geopolitiche - si legge -  si sono chiaramente riflesse nell’andamento dei mercati finanziari, in particolare con il rally di metalli preziosi ed industriali: oro e argento hanno registrato nuovi massimi, con l’oro che ha sfiorato i 5.100 dollari l’oncia e l’argento che ha raggiunto quota 110 dollari. A sostenere la domanda di questi asset ha contribuito anche la debolezza del dollaro, a sua volta collegata ai movimenti dello yen e ai tassi di interesse giapponesi. L’apprezzamento dello yen è iniziato venerdì scorso, dopo la diffusione di indiscrezioni su una possibile azione congiunta tra Bank of Japan e Federal Reserve. Tuttavia, è probabile che il vero obiettivo fossero i titoli di Stato giapponesi, poiché i rendimenti dei JGB — con il tasso sul quarantennale salito oltre il 4% — stanno trainando al rialzo l’intero comparto obbligazionario globale. Dopo un inizio di settimana difficile, i mercati azionari hanno chiuso la settimana in leggero territorio negativo, anche se in realtà a livelli poco distanti dai massimi storici, grazie al raggiungimento di un accordo “quadro” tra il presidente statunitense e il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte. Il fulcro dell’intesa riguarda l’utilizzo del territorio groenlandese per il progetto “Golden Dome”, il nuovo sistema di difesa missilistica voluto da Trump. L’obiettivo condiviso è rafforzare il controllo sull’Artico, impedendo a Russia e Cina di ottenere vantaggi militari o economici nella regione. Guardando ai dati economici pubblicati, nel Regno Unito l’inflazione headline ha registrato un aumento superiore alle attese, mentre le componenti core e dei servizi si sono rivelate lievemente al di sotto del consenso. Il rialzo, sostenuto prevalentemente da componenti più volatili, come ad esempio le tariffe aeree, era in larga parte atteso e difficilmente influenzerà le future decisioni di politica monetaria della banca centrale.I dati statunitensi, invece, hanno delineato un quadro economico positivo. Il mercato del lavoro si conferma stabile, mentre la crescita del PIL nel terzo trimestre è stata robusta, pari al 4,4% su base annua. Anche l’inflazione PCE è risultata in linea con le attese, con la componente core al 2,8%. Alla luce di questi dati, le aspettative di tagli dei tassi da parte della Fed nel 2026 sono scese al minimo dell’anno. Proprio la riunione della Federal Reserve dei prossimi giorni sarà al centro dell’attenzione degli operatori: non sono previste variazioni dei tassi d'interesse, ma saranno le dichiarazioni rilasciate dal presidente Powell in conferenza stampa ad essere attentamente esaminate. I mercati, infatti, cercheranno nelle sue parole indicazioni prospettiche sull’orientamento della politica monetaria per i prossimi mesi, soprattutto alla luce dei recenti dati macroeconomici che continuano a delineare uno scenario solido.Negli Stati Uniti proseguirà la stagione delle trimestrali, con la pubblicazione dei risultati di importanti società tecnologiche quali Meta, Microsoft, Tesla e Apple. Parallelamente, il focus sarà anche sui principali dati macroeconomici dell’Eurozona. Di particolare rilievo saranno le prime stime dell’inflazione di gennaio in Spagna e Germania, oltre alla lettura preliminare del PIL del quarto trimestre per l’area euro e per le principali economie. Osservato speciale sarà il dato tedesco, dopo la crescita nulla registrata nel terzo trimestre.Infine, la settimana si concluderà con la revisione del rating sovrano italiano da parte di S&P: non sono attese variazioni rispetto all’attuale giudizio, BBB+ con outlook stabile, confermato lo scorso ottobre.
Fonte: Teleborsa