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1 ore fa
Da Fondimpresa 21mila corsi di formazione per 308.617 lavoratori su nuove competenze tecnologiche
(Teleborsa) - Approvate oltre 5 mila richieste per quasi 21 mila nuovi corsi formativi che coinvolgeranno 308.617 lavoratori, con 69 milioni di euro di spesa. È quanto è emerso dal convegno ‘L’economia della conoscenza e il valore capitale per il Paese’, organizzato a Roma da Fondimpresa. In questo modo l’ente promosso da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil acquista un ruolo sempre più protagonista nel quadro delle politiche attive per il lavoro, rafforzandosi ancora di più con le risorse messe a disposizione con il Fondo Nuove Competenze, destinato alla riqualificazione professionale.“Abbiamo bisogno di tante nuove competenze, alcune di queste vanno evolvendosi con grande rapidità. - ha sottolineato Aurelio Regina, Presidente di Fondimpresa - Abbiamo bisogno di un modello industriale che deve adeguarsi ai nuovi contesti, alla complessità geopolitica. E per farlo abbiamo bisogno di strumenti agili e flessibili. Al convegno si è discusso di un nuovo modello del Fondo Nuove Competenze più legato alle trasformazioni del Paese. E abbiamo discusso anche di un ruolo diverso per i fondi interprofessionali più presente in quelle che sono le politiche attive del Paese sia dei modelli di crisi delle aziende sia dei modelli di sviluppo per il futuro delle aziende”.Sono oltre 100mila i corsi dedicati ai sistemi tecnologici, quasi 7mila al welfare aziendale e benessere organizzativo e più di 4mila alla sostenibilità e all’ambiente. Le risorse, inoltre, sono suddivise in tre linee d’intervento: singole imprese, filiere e sistemi formativi. I corsi finanziati prevedono da un minimo di 30 a un massimo di 150 ore e possono riguardare anche i nuovi assunti.I Fondi interprofessionali stanno vivendo un radicale cambiamento, grazie alle nuove Linee guida approvate dal Ministero del lavoro ad inizio anno, che hanno ampliato il loro raggio di azione, collegando strutturalmente la formazione e le politiche attive del lavoro. Per questo, Fondimpresa chiede che la prossima edizione di FNC sia incentrata sui pilastri della crescita del Sistema Paese (open innovation, intelligenza artificiale e sostenibilità), replicando il modello virtuoso che ha storicamente industrializzato l’Italia, con le grandi imprese nel ruolo di driver tecnologico e formativo, capaci di trainare l’intera filiera delle piccole realtà della propria catena di subfornitura, in una logica di supply chain integrata e competitiva. Il Presidente di Fondimpresa ha anche colto l’occasione per tornare con fermezza sulla necessità della restituzione del prelievo forzoso applicato ai Fondi interprofessionali, una cifra imponente, di 120 milioni di euro l’anno, di cui 60 milioni sottratti annualmente alla sola Fondimpresa. Si tratta di “risorse nate dai contributi privati delle aziende, versate con l'obiettivo esclusivo di formare i propri lavoratori, inizialmente prelevate con la giustificazione di finanziare la cassa integrazione in deroga durante fasi emergenziali, ma che, terminate le emergenze, continuano a confluire stabilmente nella fiscalità generale dello Stato senza mai essere restituite ai legittimi destinatari, che sono le imprese e i lavoratori. Questo, mentre proliferano nuovi bandi e finanziamenti paralleli realizzati da istituzioni pubbliche, con il paradosso di un sistema che cerca costantemente nuove fonti di finanziamento pubblico, mentre trattiene e distoglie risorse private già esistenti e già vincolate per legge alla medesima finalità”. Per il Vicepresidente di Fondimpresa, Fulvio Bartolo “in un’epoca definita dall’economia della conoscenza, dobbiamo saper riconoscere che il sapere non è solo un asset aziendale, ma è il vero valore capitale per l’intero Paese; vogliamo ribadire che la formazione crea futuro e che la conoscenza rappresenta la chiave di cittadinanza fondamentale per ogni persona”.
Fonte: Teleborsa