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1 ore fa

Nagel (BCE): "Senza progressi sull'inflazione, a giugno serve un rialzo dei tassi"

(Teleborsa) - Un aumento dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea a giugno resta sul tavolo se le prospettive sull’inflazione non mostreranno miglioramenti significativi. È quanto ha affermato Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo della BCE e presidente della Bundesbank.Nagel ha spiegato che la decisione della scorsa settimana di mantenere invariato il costo del denaro è stata una scelta prudente per valutare meglio le conseguenze del conflitto in Medio Oriente, ma ha chiarito che questo approccio attendista non deve essere interpretato come esitazione. Le nuove proiezioni della BCE, attese il mese prossimo insieme a maggiori elementi sul quadro geopolitico, saranno determinanti per le prossime mosse.Secondo il banchiere centrale, in assenza di un miglioramento marcato delle prospettive inflazionistiche, si rafforzerebbero le condizioni per un rialzo dei tassi già nella riunione di giugno. Il Consiglio direttivo, ha aggiunto, è pienamente consapevole dei rischi per la stabilità dei prezzi ed è pronto ad agire con decisione quando necessario.La BCE ha già segnalato che un aumento dei tassi sarà preso in considerazione nella riunione del 10-11 giugno, in linea con le attese di economisti e investitori, che prevedono ulteriori interventi entro la fine dell’anno.All’interno del Consiglio emergono però sensibilità diverse. Il governatore slovacco Peter Kazimir ha indicato un rialzo come quasi inevitabile, mentre Yannis Stournaras ha messo in guardia sul rischio concreto di recessione.Nagel ha sottolineato che la BCE non può intervenire direttamente sull’aumento dei prezzi dell’energia, ma può influenzare l’andamento dell’inflazione nel medio termine. Un conflitto prolungato, ha avvertito, aumenterebbe il rischio di pressioni inflazionistiche persistenti se la politica monetaria non reagisse in modo adeguato. In questo contesto, ha richiamato anche il recente aumento delle aspettative di inflazione a medio termine, salite al 3% dal 2,5%, come ulteriore segnale di attenzione per l’istituto centrale.
Fonte: Teleborsa