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9 minuti fa

NetZero Milano Expo Summit: dalla Cina riflessioni e opportunità per la competitività europea

(Teleborsa) - La transizione energetica è anche una sfida di competitività industriale: riguarda la capacità di sviluppare tecnologie, rafforzare le filiere produttive e ridurre le dipendenze strategiche. In questo scenario, il percorso della Cina offre elementi di riflessione e potenziali opportunità di collaborazione con l’Europa.È questa la prospettiva illustrata da Federico Pasini, Direttore Operativo della Fondazione Italia Cina, intervenuto all’Opening Conference di NetZero Milan, l’Expo-Summit di Fiera Milano sulla decarbonizzazione dell’economia, dal titolo "Economic Transition in an Era of Energy Weaponization". Secondo Pasini, comprendere il percorso cinese verso la decarbonizzazione significa analizzare una trasformazione industriale che sta ridefinendo le condizioni della concorrenza internazionale, con conseguenze dirette anche per le imprese europee. Decarbonizzazione industriale: la via cinese La leadership cinese nelle tecnologie pulite è il risultato di una pianificazione di lungo periodo, sostenuta da investimenti in ricerca, infrastrutture e capacità produttiva.Già all’inizio degli anni 2010, l’impegno nella ricerca e nello sviluppo delineava un percorso di trasformazione che avrebbe progressivamente integrato gli obiettivi ambientali con quelli di innovazione e competitività industriale. Con gli impegni della Dual Carbon Strategy, annunciati nel 2020, Pechino ha fissato il traguardo del picco delle emissioni di CO2 entro il 2030 e della neutralità carbonica entro il 2060.La progressiva crescita delle fonti non fossili e la diversificazione del mix energetico si inseriscono in questa strategia: la decarbonizzazione è diventata una leva per sviluppare nuove filiere, rafforzare la capacità produttiva e consolidare la leadership tecnologica.Oggi la Cina è il principale produttore e fornitore mondiale di molte delle tecnologie strategiche per la transizione energetica, l’innovazione industriale e la mobilità sostenibile ed è leader globale nella diffusione delle rinnovabili, rappresentando oltre il 40% delle installazioni a livello mondiale.Il percorso resta tuttavia complesso. La Cina è ancora il primo consumatore di energia al mondo, con il 32% delle emissioni globali, il maggiore emettitore di CO2 ed ha un'economia ancora fortemente dipendente dal carbone.Proprio per questo il XV Piano Quinquennale, che definisce la direttrice del Paese dal 2026 al 2030, conferma la transizione energetica tra le priorità strategiche, puntando sulla riduzione del 17% dell'intensità carbonica rispetto ai livelli del 2025 e sull'aumento della quota di energia non fossile fino al 25% entro il 2030.UE e Cina: cooperare nella transizione energetica, salvaguardando l’autonomia strategica europea Il legame tra pianificazione energetica e sviluppo industriale che caratterizza il percorso cinese offre uno spunto di riflessione per l’Unione europea. Bruxelles ha fissato obiettivi climatici ambiziosi, incontrando però maggiori difficoltà nel consolidare, in alcuni comparti strategici, una capacità produttiva interna in grado di sostenere la transizione e competere sui mercati internazionali.La collaborazione con Pechino in questo ambito può offrire opportunità mutualmente vantaggiose nella ricerca scientifica e tecnologica, nello sviluppo di soluzioni di efficienza energetica, nei sistemi di accumulo e nella decarbonizzazione dei processi industriali.Valorizzare le complementarità tra competenze europee e cinesi richiede rapporti equilibrati, condizioni di concorrenza eque e un dialogo strutturato. La cooperazione deve contribuire al rafforzamento dell’industria europea, conciliandosi con la tutela della sua competitività e la riduzione delle dipendenze strategiche.La prospettiva indicata da Pasini è quella di un’Europa capace di mettere a valore le proprie competenze e la propria cultura industriale per sviluppare insieme alla Cina nuove soluzioni, passando dal ruolo di compratore al ruolo di partner.
Fonte: Teleborsa