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Salute e benessere
2 ore fa
Nasce un nuovo Centro Antiviolenza al Policlinico Campus Bio-Medico
(Teleborsa) - Un luogo sicuro per tutte le donne che subiscono violenza e maltrattamenti ai loro figli minori, dove poter avere il giusto supporto psicologico e legale. La Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico inaugura il nuovo Centro Antiviolenza, realizzato in collaborazione con l’Associazione Assolei APS.“Con l’apertura di questo Centro Antiviolenza vogliamo riaffermare un principio che guida ogni nostra scelta: la tutela della persona e della sua dignità in ogni momento della vita - ha sottolineato il Presidente della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico Carlo Tosti - La violenza contro le donne è un’emergenza che riguarda tutti e che impone impegno e responsabilità. Il Policlinico vuole essere parte attiva, offrendo un luogo dove ogni donna possa sentirsi accolta e ascoltata. Questo progetto si inserisce nella nostra visione di sanità come servizio alla comunità, orientato non solo alla cura, ma anche alla prevenzione e al rispetto dei diritti fondamentali”.Secondo l’Amministratore Delegato e Direttore Generale della Fondazione Paolo Sormani, “Troppo spesso le donne arrivano in ospedale senza poter raccontare ciò che stanno vivendo. Con questo presidio vogliamo colmare questa distanza e fornire un punto di ascolto e protezione facilmente accessibile, in sinergia con tutte le Unità operative del Policlinico. Questa nuova apertura mira a rafforzare l'integrazione tra il nostro Policlinico Universitario e il territorio: uno dei principi chiave su cui si fondano la nostra attività e la nostra strategia per il futuro”.Nel 2025 in Italia, secondo l’ISTAT, quasi 6,4 milioni di donne italiane dai 16 ai 75 anni hanno subito almeno una forma di violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita. Oltre 2,4 milioni hanno riportato episodi di violenza fisica o minacce da parte di parenti, amici, colleghi, conoscenti o sconosciuti, mentre il 20,8% ha subito anche violenza sessuale. Nel 2024 si sono registrati quasi 20mila accessi in Pronto Soccorso con indicazione di violenza, in crescita del 15,2% rispetto all’anno precedente. “Assolei da oltre trent’anni impegnata contro la violenza sulle donne ritiene che i numeri rappresentino purtroppo solo la punta dell’iceberg. - ha spiegato Dalila Novelli, Presidente dell’associazione Assolei APS - La gran parte dei casi di violenza domestica, infatti, non emergono in tutta la loro drammatica verità. È fondamentale la diffusione territoriale dei CAV e in particolare di quelli che operano in ambito sanitario per prevenire altri episodi che possono essere letali. Grazie dunque alla Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico per aver colto la grande importanza di realizzare un presidio così bene attrezzato e posto in posizione strategica per le utenti”.‘Insieme dalla parte delle donne’, è il titolo dell’evento organizzato in occasione dell’inaugurazione del Centro Antiviolenza, durante il quale sono intervenute in rappresentanza delle istituzioni nazionali e locali l’assessore alla Cultura, Pari opportunità, Politiche giovanili e della Famiglia della Regione Lazio Simona Renata Baldassarre, la Presidente del IX Municipio di Roma Capitale Titti Di Salvo, la senatrice della Commissione Bilancio Beatrice Lorenzin e la deputata della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione Ylenja Lucaselli. Il nuovo presidio, che sarà attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 15, con reperibilità telefonica h24 (al numero 345.5839697), rappresenta soprattutto un punto di riferimento per il quartiere di Trigoria, ma più in generale per il quadrante sud della città. Qui le donne potranno trovare un luogo sicuro e accogliente, dove condividere la propria storia e ricevere un aiuto concreto, in totale riservatezza e anonimato. L’accesso è semplice e immediato: basterà presentarsi direttamente presso la sede del Centro in via Álvaro del Portillo 200 oppure contattare le operatrici tramite telefono, WhatsApp o e-mail (info@assolei.it). Dopo il primo colloquio, è previsto che venga effettuata una valutazione del rischio e, se necessario, che venga attivato il piano di protezione. Il percorso è stabilito che prosegua con incontri individuali o di gruppo, consulenze legali e interventi mirati per favorire l’autonomia personale e abitativa. Tutto avviene nel rispetto delle decisioni della donna e della sua sicurezza, con il supporto di professioniste qualificate.
Fonte: Teleborsa