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1 ore fa
Hormuz, oltre 1.400 navi mercantili di ogni tipo ferme su entrambi i lati dello stretto
(Teleborsa) - Negli ultimi sette giorni, si è osservato un "aumento misurabile, seppur ancora modesto", dell'attività delle navi mercantili nello Stretto di Hormuz. Lo afferma AXSMarine, fornitore globale di soluzioni per il settore del trasporto marittimo, facendo notare che i dati AIS (sistema di tracciamento che identifica automaticamente navi) mostrano 84 attraversamenti confermati tra il 1° e il 7 aprile, considerando navi portarinfuse, gasiere e petroliere, con un incremento del 75% rispetto ai 48 attraversamenti registrati nella settimana precedente (25-31 marzo).Sia i movimenti in uscita che in entrata hanno contribuito all'aumento. Gli attraversamenti da ovest a est sono passati da 28 a 53, mentre quelli da est a ovest sono aumentati da 20 a 31. Nonostante questo miglioramento, i volumi rimangono ben al di sotto del livello di riferimento di gennaio-febbraio, pari a circa 89 attraversamenti combinati al giorno nei tre segmenti.A partire da questa mattina, 1.441 navi mercantili di ogni tipo sono monitorate su entrambi i lati dello stretto. A ovest di Hormuz, all'interno del Golfo, sono attualmente presenti 959 navi, tra cui 436 petroliere (281 a pieno carico), 301 navi portarinfuse (163 a pieno carico) e 55 gasiere (41 a pieno carico).Per contestualizzare, il picco di congestione si è registrato in precedenza durante l'interruzione, quando ben 1.061 navi erano sterrate a ovest di Hormuz. "Sebbene i livelli attuali siano diminuiti rispetto a quel picco, il numero di navi in ??coda rimane considerevole", sottolinea AXSMarine. Sul lato orientale, nel Mar d'Oman, sono state osservate 482 navi, tra cui 287 petroliere, quasi equamente suddivise tra navi a pieno carico e navi in ??zavorra, e 123 navi portarinfuse.AXSMarine spiega che il monitoraggio di questa flotta in tempo reale continua a essere ostacolato dalle elevate interferenze del sistema AIS. Il tasso di "oscuramento" (navi che non trasmettono o che trasmettono posizioni falsificate) si attesta al 43%. La divergenza tra i due lati rimane marcata, con il 34% delle navi a ovest dello stretto che operano in modalità oscurata, rispetto al 61% sul lato orientale. Storicamente, il tasso regionale di oscuramento si è attestato in media intorno al 17% tra gennaio e febbraio, per poi raggiungere il picco del 65% il 14 marzo, quando 1.022 navi erano contemporaneamente in modalità oscurata o con posizioni falsificate.
Fonte: Teleborsa