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53 minuti fa

Natuzzi, Urso: 20 anni di cassa integrazione sono anomalia. Sindacati: stop a delocalizzazioni

(Teleborsa) - Voltare pagina dopo vent'anni di ammortizzatori sociali e costruire un percorso di rilancio solido e credibile: è questo l'obiettivo del tavolo permanente sulla crisi del Gruppo Natuzzi, insediato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Il ministro Adolfo Urso e la sottosegretaria Fausta Bergamotto hanno definito "un'anomalia" il ricorso ventennale alla cassa integrazione, annunciando il coinvolgimento di Invitalia e l'aggiornamento del tavolo all'11 giugno per l'illustrazione delle linee guida del nuovo piano industriale. Tuttavia, la strada si preannuncia in salita: i sindacati di categoria (FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs) hanno respinto con forza le prime ipotesi aziendali, che prevedono la chiusura di tre stabilimenti, lo stop temporaneo dei siti di Santeramo PS e Graviscella e il rischio di delocalizzazioni all'estero, chiedendo una forte regia istituzionale a tutela dei lavoratori e del Made in Italy.L'intervento del ministro"Vent'anni di ricorso agli ammortizzatori sociali a carico dello Stato rappresentano un'anomalia. La crisi Natuzzi andava affrontata prima, con responsabilità e una reale prospettiva industriale. Ora è necessario voltare pagina. Il tavolo permanente insediato oggi al Mimit dovrà servire a condividere un vero piano industriale, sostenibile e orientato allo sviluppo dell'azienda e alla tutela dei lavoratori". Lo ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, al tavolo convocato oggi a Palazzo Piacentini con l'azienda, le organizzazioni sindacali e le Regioni Puglia e Basilicata, sedi degli stabilimenti del gruppo dell'arredamento di alta gamma."Sul tavolo Natuzzi il Governo continuerà a fare la propria parte, come ha fatto sino ad oggi, per arrivare a una soluzione concreta e condivisa. Dobbiamo voltare pagina rispetto ai decenni passati: vent'anni di cassa integrazione non possono più rappresentare una prospettiva. La cassa integrazione, come ha ricordato il ministro Urso, deve essere uno strumento temporaneo e non la soluzione. Per questo il tavolo deve portarci a un percorso industriale e occupazionale solido. Sulla linea dei risultati ottenuti finora, mai registrati prima, il Governo va avanti con determinazione per salvaguardare sia i lavoratori sia il tessuto imprenditoriale del Paese", ha dichiarato il sottosegretario con delega alle crisi di impresa, Fausta Bergamotto, annunciando che "il tavolo permanente è stato aggiornato all'11 giugno al Mimit, giorno nel quale l'azienda illustrerà le linee guida del piano industriale destinato al rilancio del Gruppo".Sul fronte degli strumenti per il rilancio industriale, infine, Urso ha annunciato che Invitalia sta svolgendo la due diligence sull'azienda, invitando le Regioni Puglia e Basilicata a proseguire sia nel percorso per il riconoscimento del distretto industriale sia nella definizione dell'area di crisi complessa, come concordato nei recenti incontri con i rappresentanti regionali.La posizione dei sindacati"La crisi di Natuzzi non va scaricata sulle lavoratrici e sui lavoratori del Gruppo. Ci vuole una regia istituzionale forte in grado davvero di tutelare il Made in Italy e di fermare le delocalizzazioni", hanno invece affermato le segreterie nazionali dei sindacati di categoria FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs, al termine dell'incontro al Mimit."Condividiamo l'invito del ministero a tutte le parti - dichiarano i sindacati - sulla necessità di costruire una soluzione condivisa, capace di superare l'attuale situazione di anomalia nell'utilizzo degli ammortizzatori sociali e di restituire alla vertenza una vera prospettiva industriale. Prendiamo atto dell'interlocuzione in corso tra l'azienda e Invitalia, che abbiamo auspicato da tempo nel confronto con le istituzioni e con l'impresa. L'azienda, da parte sua, ha illustrato una serie di iniziative articolate per fasi che, tuttavia, presentano elementi fortemente critici e peggiorativi rispetto alle ipotesi già precedentemente prospettate, tra cui la chiusura di tre stabilimenti. In particolare, destano forte preoccupazione le proposte relative alla sospensione dell'orario di lavoro, all'utilizzo degli impianti e alla fermata temporanea, oggi indicata in 12 mesi, degli stabilimenti di Santeramo PS e Graviscella, con il conseguente spostamento di volumi produttivi all'estero. È una impostazione che respingiamo con forza, perché non si può affrontare la crisi scaricando le conseguenze sulle lavoratrici e sui lavoratori e sul perimetro industriale italiano. Per questo motivo continuiamo a chiedere una regia istituzionale forte, direttamente gestita dal Ministero e dalle Regioni coinvolte, affinché vengano sospese le iniziative aziendali annunciate fino allo svolgimento di un confronto vero con le rappresentanze sindacali dei lavoratori".
Fonte: Teleborsa