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Economia
1 ore fa

AgriFoodTech: crescita e AI spingono l'innovazione del Made in Italy

(Teleborsa) - La startup economy nell’Agri&FoodTech italiano è un ecosistema in crescita ma ancora da rafforzare, su cui è fondamentale investire. È quanto emerge dal Rapporto 2026, presentato in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, sostenuto da Confagricoltura e realizzato dal Centro di Ricerca Luiss-X.ITE, con la collaborazione degli esperti di Linfa AgriFoodTech Fund. Il documento evidenzia progressi rispetto al 2025, ma sottolinea la necessità di accelerare la trasformazione tecnologica in capacità industriale, coinvolgendo tutte le imprese e puntando anche sull’intelligenza artificiale.Nel 2026 si riduce il divario con i principali Paesi europei: gli investimenti superano i 120 milioni di euro (+18%) e le startup attive salgono a 571. L’intera filiera agroalimentare vale oltre 700 miliardi di euro (32% del PIL), confermando il grande potenziale del settore. L’intelligenza artificiale si afferma come leva strategica per migliorare efficienza e competitività. Nonostante i segnali positivi, resta necessario uno sforzo deciso per trasformare innovazione e ricerca in crescita strutturale e consolidare la leadership del Made in Italy. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, in un videomessaggio, ha osservato che l'edizione 2026 della Giornata Nazionale del Made in Italy "segna un nuovo primato. In due anni le iniziative sono più che raddoppiate ed è la prova vitale di una rete che racconta la ricchezza e la dinamicità del nostro sistema produttivo. Il Made in Italy poggia su solide filiere, le 5 A: alimentazione, abbigliamento, arredo, automotive e automazione, e si amplia a settori dal più elevato valore aggiunto come abbiamo indicato anche nel Libro Bianco 'Made in Italy 2030': l'economia della salute, lo spazio e la difesa, l'economia blu, il turismo, le industrie culturali e creative. Questi comparti, crescenti, rafforzano la presenza internazionale delle nostre imprese e sostengono la crescita delle esportazioni. Oggi siamo diventati, accanto al Giappone, il quarto esportatore a livello mondiale. La forza del Made in Italy risiede nelle competenze e nella capacità di saper trasmettere i saperi. Vogliamo costruire una infrastruttura del sapere che valorizzi le eccellenze produttive anche attraverso il passaggio generazionale delle competenze nelle aziende per rafforzare la competitività nazionale".Secondo Giorgio Salvitti, Consigliere del Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida: "Il Masaf punta in maniera decisiva sull'innovazione tecnologica: non è affatto un ossimoro accostarla all'agricoltura, ma piuttosto uno strumento fondamentale per sviluppare un settore determinante non solo sotto il profilo economico, ma anche sociale per il Paese. Si tratta di un comparto che va sostenuto attraverso investimenti, per accompagnare la fase di transizione in atto. L'intelligenza artificiale può sostenere questo processo, in particolare nella capacità di predisporre conoscenze anticipate. Basti pensare, ad esempio, alla possibilità di ottimizzare l'uso delle risorse idriche. Anche sul fronte del ricambio generazionale registriamo numeri molto significativi, che contribuiscono all'incremento della produttività. La qualità dei nostri prodotti è inattaccabile: disponiamo di unicità, a partire dalla biodiversità, che devono essere tutelate attraverso investimenti mirati. Dobbiamo inoltre sfruttare il riconoscimento UNESCO della cucina italiana, avendo la capacità di trasformare questo risultato in una concreta leva economica".Per Paolo Mascarino Presidente di Federalimentare "l'industria alimentare italiana, che nel 2025 ha segnato nuovi record con oltre 200 miliardi di fatturato e 59 miliardi di export, si conferma un successo globale perché rappresenta quello che il mondo cerca: qualità, gusto, tradizione, fiducia. Per sostenere il suo sviluppo anche in futuro, l'innovazione sarà alla base della competitività del settore, anche per seguire i nuovi trend dell'alimentazione mondiale. Per questo abbiamo voluto dare alta priorità alla costruzione di un ecosistema nazionale dell'innovazione del settore agroalimentare, che favorisca l'incontro tra centri di ricerca e industrie, in particolare le PMI, e alla promozione della conoscenza e dello sviluppo delle start-up innovative in Italia".Il presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Mirco Carloni ha dichiarato che l'agricoltura è "un asset fondamentale e, in tale settore, la capacità di attrarre finanziamenti e la ricerca assumono un ruolo centrale. Occorre passare sempre di più da una logica assistenzialistica a una cultura che punti a generare innovazione, per saper stare sui mercati e incrementare gli investimenti tecnologici. Quello che il Governo sta facendo per il comparto non ha precedenti, in termini di misure e risorse. Il compito della politica è migliorare il valore economico e la redditività delle imprese agricole, che competono sempre più sui mercati globali. In questo contesto, il trasferimento tecnologico è fondamentale: aziende più efficienti hanno costi più bassi e riescono a generare maggior valore. È una condizione essenziale per la sopravvivenza del sistema agricolo. Serve inoltre favorire il ricambio generazionale, che spesso porta con sé anche innovazione e nuove competenze. In questo senso, le start-up rappresentano un motore centrale dell'accelerazione tecnologica e uno strumento chiave per il trasferimento di conoscenze e tecnologie".Secondo Luca Brondelli di Brondello, Vicepresidente nazionale di Confagricoltura "l'innovazione nell'agroalimentare è ormai imprescindibile, sia in agricoltura che nella trasformazione industriale. In Italia si investe nel settore Agri-food, ma non abbastanza rispetto all'estero. Nel 2025 gli investimenti hanno raggiunto 122 milioni di euro. Per essere davvero competitivi dovremmo almeno raddoppiarli. Una delle sfide principali è rendere queste innovazioni - dall'intelligenza artificiale alla digitalizzazione dei processi - accessibili anche alle piccole medie imprese, che costituiscono gran parte del nostro tessuto produttivo. Un'altra sfida fondamentale è il rientro dei talenti: molti giovani oggi fondano start-up all'estero e per riportarli in Italia non bastano incentivi fiscali, serve coinvolgerli in un vero progetto di innovazione del Paese. Le applicazioni dell'intelligenza artificiale sono già molteplici, dall'ottimizzazione dei processi produttivi all'analisi dei costi, fino alla gestione dei dati meteo e dell'irrigazione. Tuttavia, restano due ostacoli principali: la carenza di competenze e la frammentazione aziendale, che rallentano una diffusione più ampia di queste tecnologie".Per Alberto Gusmeroli, presidente della Commissione Attività produttive della Camera: "Come Commissione Attività produttive abbiamo lavorato sia sulla nuova legge sul Made in Italy, che tutela le nostre eccellenze, sia sul tema dell'intelligenza artificiale. Sappiamo quanto stia già incidendo - e quanto inciderà ancora di più in futuro - sul mondo delle piccole e medie imprese e sulle filiere d'eccellenza. La politica deve restare al fianco di questo sistema: il Made in Italy rappresenta un punto di forza anche di fronte a sfide come i dazi. Nonostante le difficoltà geopolitiche degli ultimi mesi, le aziende italiane continuano a ottenere risultati positivi sui mercati esteri. Per questo è fondamentale continuare a valorizzare e sostenere il nostro tessuto produttivo".Secondo Francesco Battistoni, Segretario di Presidenza della Camera dei Deputati la Giornata nazionale del Made in Italy che si festeggia il 15 aprile "è l'occasione per dire ancora una volta grazie alle nostre imprese, al nostro settore manifatturiero e alla capacità tutta italiana di saper fare, produrre ed esportare nel mondo il nostro genio. Il Made in Italy è la somma perfetta di ciò che l'Italia rappresenta nel mondo: identità, cultura, storia, tradizione, ricerca e innovazione. Le attuali sfide globali, ci impongono di saper gestire come risorsa preziosa le nuove tecnologie. Molta della nostra competitività nei mercati esteri passerà proprio dalla capacità che avremo di guidare i cambiamenti in atto e di saperli cogliere, riconoscendo le grandi opportunità di sviluppo della transizione digitale. L'Italia, grazie all'azione del Governo e al dialogo costante con il settore produttivo, è già sulla buona strada e i numeri crescenti dell'export, con l'obiettivo di arrivare al 2027 ai 700 miliardi, ci dicono che il percorso intrapreso è quello giusto".Per Laura Mongiello, Presidente del Consiglio dell'Ordine Nazionale dei Tecnologi Alimentari (OTAN) "in un'epoca di trasformazioni radicali, l'intelligenza artificiale e le nuove frontiere dell'AgriFoodTech non rappresentano più una semplice opzione, ma una necessità operativa che ridefinisce i confini della sicurezza alimentare predittiva e della tracciabilità. Il nostro compito istituzionale non è limitato...
Fonte: Teleborsa