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1 ore fa

Professionisti, cresce la digitalizzazione: l'IA traina gli investimenti negli studi

(Teleborsa) - La trasformazione digitale continua a guadagnare terreno nel mondo delle professioni giuridiche ed economiche. Secondo l’Osservatorio Professionisti e Innovazione Digitale della School of Management del Politecnico di Milano, gli investimenti in tecnologie digitali degli studi professionali italiani raggiungono i 2,01 miliardi di euro nel 2025, in crescita del 3% rispetto all’anno precedente e con una previsione per il 2026 di crescita del mercato totale del 4%, con una spesa media che raggiunge 10.500 euro negli studi legali, i 14.450 euro nei commercialisti, 14.700 euro nei consulenti del lavoro, 29.330 euro negli studi multidisciplinari.L'adozione delle tecnologie coinvolge progressivamente anche gli studi di minori dimensioni, pur restando un divario rispetto alle realtà più strutturate. Nei grandi studi l'89% utilizza almeno quattro tecnologie digitali di base, mentre il 68% dei micro-studi ne adotta meno di due. Permane inoltre una difficoltà nel misurare e comunicare ai clienti il valore dei servizi offerti: tra il 51% e il 72% degli studi non dispone ancora di un metodo strutturato per quantificarne i benefici.A guidare questa fase di innovazione è l'Intelligenza Artificiale, oggi adottata dal 37% al 47% degli studi professionali e dal 62% dei grandi studi. L'IA viene impiegata soprattutto per la ricerca normativa e giurisprudenziale, la sintesi documentale e la predisposizione di report, mentre restano ancora limitati gli utilizzi più avanzati, come chatbot, automazione dei processi e blockchain. Tra chi già la utilizza, dal 76% all'84% valuta positivamente il suo impatto futuro sull'organizzazione. Resta invece aperta la sfida del ricambio generazionale. Oltre il 90% dei grandi studi si considera attrattivo per i giovani professionisti, mentre questa quota scende sotto il 35% nei micro-studi, evidenziando un elemento di criticità per la competitività delle realtà più piccole.Presentando i risultati della ricerca, Claudio Rorato, Responsabile Scientifico e Direttore dell'Osservatorio Professionisti e Innovazione Digitale, ha dichiarato: "Il mondo delle professioni giuridiche ed economiche ha raccolto il guanto di sfida della tecnologia, proveniente soprattutto dall’Intelligenza Artificiale. Entrata con intensità anche nelle piccole realtà, l’IA si sta affermando come driver di innovazione, in grado di stimolare l’adozione di nuovi paradigmi organizzativi, di business e relazionali. Trova il suo impiego più immediato nel miglioramento e nella velocizzazione delle attività esistenti, ma la crescente attenzione verso l’alfabetizzazione digitale e l’impiego dei dati testimoniano che, dopo anni di lenta progressione, siamo di fronte a una maggiore consapevolezza nella fase realizzativa. La gestione del cambiamento prosegue con velocità differenti in base alla dimensione degli studi, ma il divario tra grandi e piccoli su alcuni fenomeni si è ridotto. È probabile che l’accelerazione intervenuta con la diffusione dell’IA possa incentivare percorsi aggregativi, per la necessità di sostenere investimenti più consistenti".Secondo Francesca Parisi, Ricercatrice dell'Osservatorio Professionisti e Innovazione Digitale, "L'Intelligenza Artificiale sta entrando con decisione negli studi professionali, ma il suo impatto sul modello di business è ancora limitato e l’offerta resta concentrata prevalentemente sui servizi tradizionali. I segnali di cambiamento arrivano soprattutto dai grandi studi e dalle realtà multidisciplinari, che adottano un approccio sempre più integrato, affiancando ai servizi professionali tradizionali attività di consulenza in ambiti come strategia, ESG, formazione, gestione del personale e organizzazione, un modello che favorisce la crescita delle imprese, oltre a rafforzare il rapporto con il cliente, diversificare le fonti di ricavo e aumentare la competitività dello studio".
Fonte: Teleborsa