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Economia
1 ore fa

Conti pubblici, Giorgetti: ad ora no grandi scostamenti da DFP

(Teleborsa) - Allo stato attuale le analisi realizzate dagli organismi internazionali non evidenziano uno scostamento tale da alterare il quadro di crescita delineato dal Governo nell'ultimo Documento di finanza pubblica. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso del Question Time alla Camera."Riguardo le prospettive di crescita - ha detto Giorgetti -, ricordo che il quadro macroeconomico più aggiornato del Governo è quello contenuto nel Documento di Finanza Pubblica 2026 presentato nel mese di aprile. Le successive revisioni formulate da alcuni organismi internazionali, incluso il Fondo monetario internazionale, riflettono prevalentemente il deterioramento del contesto internazionale intervenuto nei mesi successivi, caratterizzato dall'accresciuta incertezza sulle relazioni commerciali globali, dal rallentamento del commercio mondiale e dal permanere delle tensioni geopolitiche. Tali valutazioni si inseriscono in un quadro di revisione delle prospettive di crescita che interessa, in diversa misura, l'insieme delle economie avanzate e dell'area dell'euro". "Le informazioni congiunturali disponibili successivamente alla pubblicazione del Dfp e i monitoraggi effettuati dall'Amministrazione - ha aggiunto - non evidenziano, allo stato attuale, scostamenti tali da alterare significativamente il quadro di crescita delineato dal Governo" "Noi rimaniamo in attesa delle definitive valutazioni dei competenti organi per il mese di settembre. Come è noto sono in corso anche delle verifiche rispetto a quella che è la fondamentale causa di scostamento e cioè i nuovi crediti del Superbonus di cui si stanno valutando legittimità e quindi permanenza e quindi la stima potrebbe subire revisioni al ribasso con la pubblicazione attesa per il 22 settembre", ha detto parlando della Procedura per deficit eccessivo."Ho più volte avuto modo di precisare che la discrepanza rispetto alla previsione contenuta nel Dpfp 2025 - ha aggiunto - è derivata essenzialmente da nuovi crediti inattesi per il Superbonus, per lavori legittimati dalla normativa previgente, e che l'ammontare di tali crediti, stimati al momento in 8,4 miliardi, è in costante aggiornamento a causa dell'individuazione di illeciti da parte dell'Agenzia delle Entrate". Il governo italiano "non intende ridurre in alcun modo le spese per l'educazione a la sanità per finanziare la difesa. Se il Parlamento vorrà aumentare le spese per la Difesa dovrà votare lo scostamento di bilancio", ha aggiunto. Quanto alla tassa sui piccoli pacchi che entrerà in vigore dal primo ottobre prossimo si cumulerà con il dazio europeo, ha detto il Ministro spiegando che "l'applicazione del dazio forfettario di tre euro per le spedizioni di valore fino a 150 euro è finalizzata a governare, temporaneamente, la pretesa impositiva una volta eliminata l'esenzione daziaria (ritenuta non più giustificata nel contesto della crescita esponenziale del commercio elettronico e dell'invio di spedizioni di modico valore); il contributo di gestione introdotto dalla norma nazionale serve, invece, a compensare gli oneri amministrativi che le autorità doganali devono sostenere in relazione allo sdoganamento e controllo delle piccole spedizioni". "Per completezza - ha proseguito - si rappresenta che il 'contributo di gestione' europeo costituisce risorsa propria di natura doganale e che gli introiti del contributo dovrebbero essere distribuiti tra bilancio UE e bilanci degli Stati membri nella stessa misura della risorsa propria doganale (75%/25%), salva diversa decisione che dovesse essere adottata nell'ambito del quadro finanziario pluriennale 2028-2034".Infine, rispondendo a un'interrogazione sui fondi europei Safe per la Difesa, Giorgetti ha precisato che "Quella che ora è necessaria è la chiarezza di tutti gli aspetti affinché si possa arrivare a una corretta decisione da intraprendere ora e nei prossimi anni".
Fonte: Teleborsa