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1 ore fa
Generali, Donnet: Natixis non è più sul tavolo, su Banca Generali ricchi di opzioni
(Teleborsa) - "Siamo orgogliosi di avere circa il 70% del capitale sociale detenuto da azionisti italiani. Proprio la fiducia di tutti, o quasi tutti, i nostri azionisti costituisce la prova tangibile della lungimiranza della strategia del gruppo e della qualità del lavoro svolto, capaci di generare valore non solo attraverso l'apprezzamento del titolo in Borsa, ma anche tramite una politica di dividendi competitiva, sostenibile nel tempo, solida e riconosciuta per continuità e crescita". Lo ha detto il CEO di Generali, Philippe Donnet, in audizione presso la Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario. A una domanda sul riassetto di Delfin, ha replicato: "Non commentiamo i nostri azionisti, gli affari dei nostri azionisti sono i loro affari: non definiamo la strategia del gruppo in funzione dei vincoli dei nostri azionisti, che non c'entrano niente con noi". Delfin è socio del Leone di Trieste con una quota del 10,15%. "Per quanto ci riguarda come management team, noi lavoriamo sulla definizione della strategia che va sottoposta all'approvazione del del consiglio di amministrazione, consiglio che è l'espressione di tutti gli azionisti del gruppo, è così che funziona - ha spiegato - Siamo un management autonomo, interagiamo con un CdA che è espressione di tutti gli azionisti, quindi quello che succede in Delfin non c'entra niente con il nostro operato"."Noi abbiamo interlocuzioni periodiche continue con i nostri principali azionisti italiani e internazionali, peraltro io personalmente lo faccio anche con gli azionisti retail per cercare di seguire quella logica di valorizzazione dell'azionariato", ha sottolineato il presidente Andrea Sironi.Parlando dell'assemblea della scorsa settimana, dove è emerso il rafforzamento di UniCredit nel capitale sociale, Sironi ha osservato: "Unicredit è risultata avere una quota superiore a quello che il mercato aveva finora registrato, il resto dell'azionariato non è cambiato, nel senso che il nostro principale azionista rimane Mediobanca, quello che è cambiato è l'azionariato di Mediobanca". "Come sempre accade prima di un'assemblea, io personalmente incontro tutti i principali azionisti - ha spiegato - e in questa occasione facciamo un po' il punto della situazione, quindi ho incontrato Unicredit, Delfin, Caltagirone, BlackRock e gli altri principali investitori, e con questi azionisti affrontiamo il tema degli oggetti dell'assemblea, perchè gli azionisti sono sempre sovrani". "In passato ci sono stati rapporti tesi", ha sottolineato, riferendosi anche all'assemblea dello scorso anno sul rinnovo del board, dove "le diverse proposte diverse sono state comunque sottoposte all'attenzione dell'assemblea" e la maggioranza ha deciso.Parlando di possibili operazioni straordinarie, il CEO ha sottolineato che Natixis "non è più sul tavolo per tanti motivi, le condizioni per fare l'operazione non si sono verificate e quindi abbiamo deciso insieme alla controparte di chiudere la trattativa e non andare avanti". "Non se ne parla più perchè non ci sono le condizioni", ha aggiunto.Su Banca Generali "siamo azionisti molto soddisfatti", ha affermato Donnet, spiegando che "potremmo continuare a collaborare con Banca Generali non essendo l'azionista di controllo di Banca Generali. Direi che tutte le opzioni sono sul tavolo: una maggiore integrazione di Banca Generali nel gruppo o un accordo di bancasurance con un altro attore, ma oggi non è sul tavolo questa opzione". Su Banca Generali "viviamo di opzioni, noi siamo ricchi di opzioni, più abbiamo opzioni sul tavolo più siamo forti nelle trattative e più possiamo creare valore", ha aggiunto durante l'audizione.
Fonte: Teleborsa