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1 ore fa
Medio Oriente, Trump: navi tornano a muoversi su Hormuz
(Teleborsa) - Il giorno dopo l'annuncio del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, il presidente americano Donald Trump sottolinea i primi segnali di disgelo che arrivano dal traffico marittimo. "Le navi cominciano a muoversi, molte cariche di petrolio, fuori dallo Stretto di Hormuz. Stanno percorrendo l''Autostrada' meridionale, che è totalmente sicura, protetta e incontaminata. Ci sono altre aree di transito", ha scritto su Truth il presidente Trump. Il vicepresidente JD Vance, intervenendo a "Good Morning America" della Abc, ha confermato che l'accordo "è stato firmato digitalmente ieri", precisando che "non è stato erogato alcun fondo" all'Iran e che "la situazione non cambierà".Da Teheran arriva però una lettura più ampia dell'intesa. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha affermato che "il Libano e la fine della guerra in Libano sono parte integrante dell'intesa con gli Usa per porre fine al conflitto", precisando che "secondo questo memorandum d'intesa, la parte americana è obbligata a revocare tutte le sanzioni", oltre a impegnarsi sullo sblocco dei beni iraniani congelati e sul risarcimento dei danni causati dal conflitto.Sul fronte europeo, la presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen, in conferenza stampa a Evian, ha accolto "con favore l'accordo tra Usa e Iran" ma ha avvertito anche eli che "non potrà esserci una pace duratura finché il Libano continuerà a essere in fiamme. Chiediamo un vero cessate il fuoco e il pieno rispetto della sovranità libanese". Sulla priorità immediata, von der Leyen ha aggiunto: "La priorità ora è l'attuazione: lo Stretto di Hormuz deve riaprire e la libertà di navigazione dev'essere ripristinata senza ostacoli. È essenziale per la stabilità regionale e l'economia mondiale", chiedendo inoltre che "l'intesa deve portare alla fine dei programmi nucleari e balistici iraniani".Sul nodo della sicurezza dello stretto, però, l'Iran chiude ogni spiraglio a una presenza militare straniera. "Qualsiasi presenza di Paesi stranieri nello Stretto di Hormuz, sia per garantire la sicurezza della navigazione sia per operazioni di sminamento, è inaccettabile. Si tratta di un pretesto per portare forze navali nello stretto e questo non sarà accettato", ha dichiarato un funzionario iraniano a Reuters, mentre un responsabile della sicurezza ha aggiunto che Teheran nutre "fiducia zero nei confronti dei Paesi stranieri" e che il controllo dello stretto resta nelle mani dell'Iran "e, in una certa misura, dell'Oman".Proprio su questo fronte si apre un possibile contrasto con le potenze europee. Intervistato da TF1 a Evian, in apertura del G7, il presidente francese Emmanuel Macron aveva annunciato che "la Francia e la Gran Bretagna sono pronte a prendere la testa di una missione nello Stretto di Hormuz, con il sostegno di Olanda e Italia", con l'obiettivo di contribuire alla riapertura della via marittima una volta che l'accordo USA-Iran sia effettivamente applicato. Secondo Macron la missione potrebbe essere dispiegata "entro due o tre giorni", mentre "la riapertura dello stretto di Hormuz con l'imposizione di pedaggi sarebbe contraria al diritto internazionale".
Fonte: Teleborsa