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Economia
1 ore fa

L'Università di Bari guarda al futuro: il rettore Bellotti punta su ricerca e imprese

(Teleborsa) - "Mi sento di poter dire che questo primo anno si sta chiudendo con un bilancio in positivo". Ne è convinto il professor Roberto Bellotti, docente di Fisica Applicata, che il primo ottobre scorso è stato eletto Rettore dell’Università di Bari "Aldo Moro", dopo essere stato per anni alla guida del Dipartimento interuniversitario di Fisica, e che a giugno è stato insignito del Premio Eccellenza nell’ambito del Magna Grecia Awards. "Senz’altro nell’affrontare questo incarico mi sono stati utili i 7 anni di Senato Accademico, conoscevo bene la struttura, le sue criticità e i suoi punti di forza, soprattutto l’ambiente e coloro che ci lavorano, perché alla fine un Ateneo, per quanto grande e prestigioso, è innanzitutto fatto dalle persone che vi lavorano". Su questo punto Bellotti insiste molto, anche quando spiega come intende il ruolo della "Aldo Moro" nel contesto cittadino: "E’ una città nella città, con 42mila studenti iscritti e circa 3mila lavoratori, tra docenti, tecnici, funzionari, impiegati e personale vario. Se consideriamo che Bari conta poco più di 315mila abitanti è facile intuire quanto sia importante il suo peso e quanto siano osmotici i rapporti tra l’università e le istituzioni cittadine". Eppure, nonostante le notevoli dimensioni dell’Ateneo, Bari non si percepisce come una città universitaria, osserva il Rettore, "e proprio per questo l’impegno che ci siamo dati è ribaltare questa narrazione".L’idea, quindi, oggi che la Puglia e il suo capoluogo sono diventate così attrattive per tanti italiani e stranieri sotto il profilo turistico, è di rendere il politecnico altrettanto attrattivo per studenti e docenti di fuori regione. In questa ottica vanno intese le numerose iniziative, alcune di peso notevole, volte a favorirne l’internazionalizzazione: "Si è trattato di una scelta di campo", sostiene Bellotti, "la diplomazia tra paesi spesso è corredata da quella universitaria. Gli scambi di studenti e di docenti favoriscono la conoscenza e la comprensione reciproca e arricchiscono culturalmente e professionalmente chi vi partecipa. Ritengo si tratti di un tema decisivo". Proprio seguendo questa strategia, pochi giorni fa, è stato inaugurato a Chengdu, capoluogo della provincia cinese del Sichuan, l’Istituto Internazionale di Bari, istituzione accademica italiana internazionale congiunta tra UniBa e la Chengdu Normal University (CDNU). "Noi già siamo molto avanti con l’internazionalizzazione", spiega il Rettore, "grazie ai programmi Erasmus abbiamo importanti progetti avviati con tutti i paesi dell’UE e varie iniziative già attive con gli Stati Uniti. Sull’Asia, però, eravamo scoperti. Abbiamo deciso di colmare questa lacuna con l’Università di Chengdu, un partner interessato a costruire assieme a noi una proposta strutturata e articolata. L’obiettivo è avvicinare i nostri mondi tramite i nostri studenti e i nostri docenti". Importante è stato anche il supporto delle istituzioni. "L’aiuto della nostra Ambasciata a Pechino è stato decisivo, così come il sostegno del governo. Certo in queste situazioni ci sono in ballo questioni cruciali, come la difesa della ricerca nazionale in settori strategici, ma sono problematiche ricorrenti in tutte le collaborazioni internazionali, soprattutto quando sono coinvolti i dipartimenti scientifici".E l’innovazione, accanto all’internazionalizzazione, è l’altro pilastro su cui si fonda l’azione che Bellotti sta mettendo in campo nel suo mandato da Rettore: "Evidentemente non è stato scelto a caso un fisico che ha dedicato parte del suo lavoro di ricerca e di insegnamento a temi oggi molto attuali come l’Intelligenza Artificiale. E’ il corpo accademico nel suo insieme che intende in questi anni fare uno sforzo in questo senso. A tal proposito già nel primo anno abbiamo dato una forte spinta sul versante della digitalizzazione e contestualmente allacciato rapporti con le aziende innovative del territorio regionale. E qui ritorniamo al ruolo che l’Università Aldo Moro può svolgere nel contesto barese e pugliese, che ha bisogno che, accanto al turismo, sorga un tessuto economico basato su attività ad alto valore aggiunto ed è evidente che una sinergia strutturata con l’Università può fornire brevetti e competenze da riversare nelle attività produttive".Raccontare ciò che l’Ateneo fa e può fare per la società pugliese è la ragione per cui Bellotti ha aperto con convinzione le porte del politecnico alla città: "Dobbiamo far conoscere meglio ciò che facciamo, per cambiare quella narrazione cui facevo cenno prima e far capire che Bari è una città universitaria al 100%. Ci riusciremo se svilupperemo sempre di più i nostri contatti con ciò che si muove all’esterno del mondo accademico. La collaborazione con il Magna Grecia Awards, che da anni Fabio Salvatore porta avanti e che quest’anno si è tenuto proprio nell’auditorium della sede universitaria, ci offre la possibilità di raccontarci e di ascoltare il punto di vista di quel mondo ‘pop’, che a mio avviso è decisivo se vogliamo raggiungere questo obiettivo".
Fonte: Teleborsa