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2 ore fa
Gli analisti di fronte a una BCE attendista
(Teleborsa) - Come ampiamente previsto, la Banca Centrale Europea ha confermato il mantenimento dei tassi d’interesse e la presidente Christine Lagarde non ha offerto indicazioni sulla futura direzione della politica monetaria ma affrontato una serie di temi cruciali. L'Istituto ritiene l’attuale livello dei tassi ancora coerente con l’obiettivo di riportare l’inflazione stabilmente verso il 2% nel medio lungo periodo."Il messaggio è chiaro, approccio fortemente data-dependent orientato a valutare con attenzione l’evoluzione di inflazione, salari e crescita economica. Allo stesso tempo è un chiaro segnale di attesa e stabilità nel breve periodo. Il mercato attualmente non prezza nessun cambio di politica monetaria per tutto il 2026 in linea con le proiezioni dei dati sull’inflazione. Christine Lagarde ha evidenziato che l’economia rimane resiliente (+0.3% nell’ultimo trimestre del 2025), ma in un contesto globale sfidante. I fattori a supporto della crescita sono: gli effetti della politica monetaria, la bassa disoccupazione (6.2% a dicembre), solidi bilanci del settore privato, graduale incremento della spesa pubblica per la difesa e le infrastrutture. Allo stesso tempo, le prospettive rimangono incerte, in particolare a causa della persistente aleatorietà delle politiche commerciali globali e delle tensioni geopolitiche", ha commentato Massimo Spagnol, Fixed Income Portfolio Manager presso Generali Asset Management.Ha aggiunto Spagnol: "Il mercato nel primo mese di gennaio ha visto il decennale tedesco toccare area 2.90% e ritracciare in area 2.85%. Il due anni tedesco è rimasto ancorato in area 2.07%-2.12%. In merito alla pendenza della curva, è opportuno distinguere tra due segmenti: 2-10 anni e 10-30. Il primo è fortemente ancorato alle aspettative di politica monetaria, con un ciclo monetario giunto al termine non ci aspettiamo molto spazio per ulteriore steepening (valore di riferimento 85 punti base), mentre nel settore più lungo si apre il tema delle aspettative degli investitori in merito al term-premium e alla potenziale pressione al rialzo derivante dalla curva giapponese e statunitense. Infatti, siamo cauti sulle scadenze superiori ai 15 anni. Rimaniamo costruttivi sugli spread in eurozona in particolare Italia e Spagna. La reazione del mercato post meeting è abbastanza piatta".Felix Feather di Aberdeen Investments ha evidenziato che la decisione della BCE di oggi "è stata comunicata seguendo la consueta linea “dipendente dai dati, riunione per riunione” e ribadendo che “il Consiglio direttivo non si vincola in anticipo a un particolare orientamento dei tassi” anche se l’apprezzamento dell’euro ha fatto pendere la bilancia dei rischi verso un percorso di inflazione leggermente più moderato". Feather ritiene che "l'impulso disinflazionistico derivante da un euro più forte rispetto alle precedenti aspettative della Bce sarà relativamente modesto. Il recente movimento dell'euro rispetto a un ampio paniere ponderato di beni non è stato particolarmente marcato e il suo effetto sui prezzi al consumo tende ad essere piuttosto lieve. Nel complesso, confermiamo la nostra previsione di mantenimento dei tassi invariati fino al 2026".Roelof Salomons, Chief Investment Strategist for the Netherlands and the Nordics del BlackRock Investment Institute, ritiene che "le attuali condizioni economiche supportino la decisione della BCE di mantenere i tassi di riferimento al 2%. La crescita è "giusta" per la BCE, senza impennate né stasi. D'altro canto, l'inflazione sta calando e potrebbe scendere sotto il 2% con un euro più forte. Con questa combinazione, prevediamo che i tassi di riferimento rimarranno bloccati al 2% fino al 2026. Questo ci sembra sensato, data la pressione al rialzo sull'inflazione derivante dai persistenti vincoli dell'offerta e da una politica fiscale leggermente più accomodante, incluso l'aumento della spesa pubblica in Germania. Le aziende hanno anche iniziato a investire nell'intelligenza artificiale, un altro potenziale stimolo alla crescita. L'opinione consensuale è piuttosto ristretta – confidando in una crescita leggermente migliore e in un graduale rallentamento dell'inflazione – quindi gli investitori dovrebbero stare attenti alle sorprese. Siamo neutrali su azioni e obbligazioni europee, preferendo il credito europeo rispetto a quello statunitense. A nostro avviso, le opportunità abbondano nei settori finanziario, infrastrutturale e farmaceutico europei, supportate da valutazioni convenienti, dalla svolta pro-crescita dell'Europa e dall'adozione dell'intelligenza artificiale"."Guardando al futuro, un calo sostenuto dell'inflazione verso l'1,5% — sensibilmente al di sotto delle attuali previsioni della BCE — potrebbe orientare la comunicazione in una direzione più accomodante e riaprire la possibilità di un taglio dei tassi entro la fine dell'anno. Al contrario, una ripresa della crescita più marcata, tale da ridurre ulteriormente la disoccupazione, spingerebbe probabilmente la BCE a rivalutare i rischi di inflazione, aumentando la probabilità che la prossima mossa sui tassi possa essere un rialzo." ha commentato Nicolas Forest, CIO di Candriam, che ha aggiunto che in questo contesto, "la BCE ha ottime ragioni per mantenere un atteggiamento attendista ancora per qualche tempo. L'inflazione ha continuato a raffreddarsi e si attesta ora al di sotto del target (1,7% su base annua a gennaio). Anche le pressioni salariali si stanno moderando. Tuttavia, l'attività economica si è dimostrata resiliente e la BCE prevede che la crescita si rafforzerà nel 2026, con l'entrata a regime del piano fiscale della Germania"."Il recente apprezzamento dell'euro è stato riconosciuto oggi, ma non sembra rappresentare una delle principali fonti di preoccupazione. Il movimento appare ampiamente guidato da un aggiustamento della fiducia sul fronte del dollaro statunitense; rispetto ai suoi partner, infatti, l'euro si è apprezzato solo marginalmente2, ha concluso Forest.Marco Vailati, Responsabile Ricerca e Investimenti di Cassa Lombarda, ha definito la BCE di oggi come "stabile, lenta, prevedibile, ma anche chiara e, al momento, efficace". Traducendo in termini operativi le spiegazioni fornite in conferenza stampa, Vailati suggerisce che "i tassi resteranno a questo livello a lungo salvo un rialzo troppo rapido ed esteso dell’euro (al momento ancora nel range medio secondo loro) e/o un crollo della domanda interna oggi non preventivabile".
Fonte: Teleborsa