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Economia
3 ore fa
Milleproroghe: inammissibili emendamenti su condono e rottamazione
(Teleborsa) - Saltano le proposte della maggioranza sulla riapertura del condono edilizio del 2003 e della rottamazione quinquies anche ai contribuenti che al 30 settembre 2025 risultavano in regola con la quater. L'esame delle inammissibilità, condotto dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera, ha decurtato circa 250 emendamenti o parti di emendamenti sul totale di 1.133 proposte emendative presentate al Milleproroghe.Tra questi anche i tre emendamenti identici presentati da FdI (prima firma Vietri), Lega (Zinzi) e FI (Patriarca), per riaprire il condono edilizio del 2003. Una mossa che arriva dopo il fallito tentativo di inserire il condono in manovra che ha accompagnato tutto l'iter della legge di bilancio, ma che ha visto la proposta iniziale di FdI di riaprire la sanatoria finire poi depotenziata in un ordine del giorno. Gli emendamenti della maggioranza al milleproroghe demandavano alle Regioni il compito di adottare entro 60 giorni una "legge di attuazione" della sanatoria edilizia, riaprendo di fatto quella del 2003 per regolarizzare sei diverse tipologie di illecito (dalle opere realizzate in assenza o in difformità del titolo abilitativo edilizio alle opere di restauro senza titolo abilitativo edilizio) "nell'ambito dell'intero territorio nazionale, purché non rientrino nei casi di insuscettibilità assoluta di sanatoria". Per la sanatoria delle costruzioni in zona sismica la proposta prevedeva che rimanesse comunque "ferma la necessità che l'intervento risulti conforme alle norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche vigenti". Per le opposizioni qualcosa di inaccettabile, proprio mentre ancora si contano i danni dell'ultima ondata di maltempo su Calabria, Sicilia e Sardegna.Dichiarato inammissibile dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera anche l'emendamento presentato dal deputato di FdI Andrea Volpi, che riapriva la nuova, più conveniente, definizione agevolata anche ai contribuenti che al 30 settembre 2025 risultavano in regola con la quater, che in base alle norme vigenti sono invece esclusi. Stop, infine, anche gli indennizzi – chiesti sempre dal partito della premier – per 10 milioni di euro per le attività che gestiscono gli impianti sciistici in caso di chiusura totale o parziale in occasione dei giochi Olimpici di Milano-Cortina nel 2026 e la possibilità per Regioni e province autonome di istituire un Fondo per il potenziamento degli strumenti di contrasto all'evasione dei tributi regionali.
Fonte: Teleborsa