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2 ore fa
Bond, quota di emissioni di società italiane quotate in Italia è balzata al 14% nel 2025
(Teleborsa) - Il 2025 ha rappresentato un "punto di svolta" per i titoli di Stato italiani, con lo spread BTP-Bund che ha raggiunto il livello più basso dalla crisi finanziaria del 2009. È quanto emerge dal 10° Osservatorio sui Mercati dei Capitali di EQUITA, investment bank italiana indipendente quotata su Euronext STAR Milan. Entro la fine del 2025, lo spread BTP-Bund a 10 anni si è ridotto a 65 punti base, principalmente a causa di un aumento di 50 punti base del rendimento del Bund. A titolo di confronto, lo spread OAT-Bund francese si è ridotto di soli 13 punti base.Secondo EQUITA, il restringimento dello spread dei titoli di Stato italiani è supportato dall'andamento della correlazione tra azioni e prezzi dei titoli di Stato. Dal 2009 si è osservata una correlazione positiva, soprattutto durante la crisi del debito sovrano europeo. Tuttavia, dal 2019, questa correlazione è in calo e si sta allineando sempre di più con l'andamento dell'area euro.Tra le caratteristiche dell'anno scorso, gli analisti pongono l'attenzione su una solida attività primaria (88 miliardi di euro) e sulla tendenza al rimpatrio per le obbligazioni emesse da società italiane. Nel 2025, la quota di emissioni obbligazionarie di società finanziarie e non finanziarie italiane quotate sulle piazze di negoziazione italiane è salita al 14%, in aumento rispetto al 4,3% del 2024 e al di sopra della media decennale del 3,5%. Tuttavia, gli investitori retail incontrano ancora difficoltà nel costruire un portafoglio obbligazionario ben diversificato, poiché solo 214 delle oltre 1.700 obbligazioni quotate sul MOT sono corporate, e la limitata accessibilità dovuta all'importo minimo investibile, in particolare tra gli emittenti non finanziari, limita ulteriormente la diversificazione.Guardando sempre al mercato corporate, lo studio evidenzia che il mercato obbligazionario societario italiano è stato ancora sostenuto dai tagli dei tassi di interesse, con conseguente maggiore ricorso al DCM rispetto ai prestiti alle imprese tradizionali. In particolare, è stato trainato da una prima metà dell'anno molto attiva, che ha rappresentato oltre il 65% dell'intero anno, in linea con il 2024. Le condizioni di mercato favorevoli hanno spinto le imprese a fare meno affidamento sul canale bancario rispetto ai mercati dei capitali. Tuttavia, le imprese italiane continuano a fare leva sulle banche in misura maggiore rispetto alla media europea (prestiti alle imprese non finanziarie di oltre 1 milione di euro all'88% vs emissione di bond corporate al 12%, contro il 70/30% della Francia e UK, il 90/10% della Germania e il 81/19% della media europea).Il volume delle emissioni di bond societari è cresciuto marginalmente dell'1,3% l'anno scorso, con le emissioni totali delle società italiane che hanno raggiunto i 46 miliardi di euro, 0,6 miliardi di euro in più rispetto all'anno precedente. Il numero di emissioni è aumentato moderatamente del 5,1%, salendo a 82 transazioni nel 2025 rispetto alle 78 del 2024 e rappresentando il record degli ultimi 10 anni, segnalando una dimensione media per emissione leggermente inferiore.
Fonte: Teleborsa