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1 ore fa

Fed lascia tassi invariati, Warsh non scopre le carte su settembre

(Teleborsa) - Come ampiamente atteso, nella giornata di ieri, la Federal Reserve ha deciso di mantenere i tassi di interesse sul dollaro nella forchetta del 3,50-3,75%. Nelle dichiarazioni introduttive della conferenza stampa esplicativa, il presidente Kevin Warsh ha sottolineato che "ove necessario e appropriato non esiteremo ad agire".  Incalzato dalle domande dei giornalisti, ha evitato di sbilanciarsi sulle mosse future, approccio che, tra l'altro,  aveva anticipato già al suo debutto. In particolare, ripetutamente interpellato sull'attesa dei mercati di un rialzo al prossimo direttorio (il 15 e 16 settembre) ha puntualizzato che alla Fed "non saremo vincolati dai prezzi di mercato, anche se penso che sia opportuno capire che i mercati possono essere una fonte di informazione molto utile, ma non perfetta". I tassi di mercato sono saliti. "Questo non significa che lo prendiamo come un diktat, ma lo osserviamo", ha proseguito. Guardando avanti, ha detto, "abbiamo decisioni importanti da prendere. La politica monetaria conta non solo per quello che diciamo, ma per quello che facciamo". A ogni modo "se l'inflazione continuerà a essere elevata nel periodo previsionale, i tassi di interesse potrebbero essere la soluzione", ha anche affermato. Un "se" quello pronunciato da Warsh che lascia sul campo più di una ipotesi.  Secondo la Federal Reserve l'attività economica "si sta espandendo a un ritmo solido, a dispetto dell'incertezza" in parte legata al conflitto in Medio Oriente. "Intanto, nella serata si è consolidato il rimbalzo del petrolio innescato dalle rinnovate ostilità tra Stati Uniti e Iran con il  barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord, che risulta in aumento di oltre l'8% a 90,92 dollari.
Fonte: Teleborsa