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1 ore fa
Opec+ aumenta produzione di altri 188mila barili e fa il punto sul mercato
(Teleborsa) - L'OPEC+ ha approvato un nuovo aumento produttivo di 188mila barili a partire dal prossimo 1° settembre ed ha fatto il punto sulla situazione del mercato petrolifero, con particolare riguardo alle azioni che puntano a danneggiare le infrastrutture petrolifere mettendo a rischio l'offerta e danneggiando i consumatori. E' quanto emerso dalla riunione in videoconferenza del Comitato di monitoraggio (JMMC) istituito in seno all'Opec+ e, a latere, dal meeting dei sette Paesi che hanno aderito agli aggiustamenti volontari alla produzione decisi ad aprile e novembre 2023 (gruppo che inizialmente era di otto membri e contava anche gli Emirati Arabi, usciti a maggio scorso dall'accordo). Con questo nuovo aumento produttivo, il Gruppo dei Sette ha quindi completamente azzerato i tagli decisi in precedenza per un totale di 1,65 milioni.L'aumento produttivo che scatterà a settembreI sette paesi OPEC+ che avevano annunciato aggiustamenti volontari alla produzione ad aprile e novembre 2023 - Arabia Saudita, Russia, Iraq, Kuwait, Kazakistan, Algeria e Oman - si sono riuniti in videoconferenza, domenica 2 agosto 2026, per esaminare le condizioni e le prospettive del mercato petrolifero globale.Nel loro impegno collettivo a sostegno della stabilità del mercato petrolifero, i sette paesi hanno deciso di attuare un aggiustamento della produzione di 188 mila barili al giorno da settembre 2026. In particolare, Arabia Saudita e Russia incrementeranno la prodizione di 62mila barili, l'Iraq di 26mila, il Kuwait di 16mila, il Kazakhstan di 10 mila, l'Algeria di 6mila e l'Oman di 5mila.I sette paesi dell'OPEC+ hanno osservato che questa misura offrirà loro l'opportunità di accelerare le compensazioni. rispetto agli aggiustamenti volontari decisi nell'aprile e novembre del 2023 ed hanno ribadito il loro impegno collettivo a raggiungere la piena conformità con la Dichiarazione di Cooperazione siglata dall'Opec+, inclusi gli ulteriori aggiustamenti volontari della produzione monitorati dal Comitato monitoraggio (JMMC). Hanno inoltre confermato la loro intenzione di compensare integralmente qualsiasi volume sovraprodotto a partire da gennaio 2024.I sette paesi OPEC+ continueranno a tenere riunioni mensili per esaminare le condizioni di mercato. La prossima riunione si terrà il 6 settembre 2026.Il punto del Comitato di monitoraggioSempre domenica 2 agosto si è tenuta in videoconferenza la 67ª riunione del Comitato ministeriale congiunto di monitoraggio (JMMC) dell'Opec+, composto da Arabia Saudita, Russia, Iraq, Kuwait, Kazakistan, Nigeria, Algeria e Venezuela, che ha esaminato le attuali condizioni di mercato e sottolineato il ruolo essenziale dell'accordo di cooperazione finalizzato alla stabilità dei mercati energetici globali. Il Comitato ha esaminato i dati sulla produzione di petrolio relativi ai mesi di maggio e giugno 2026 e ha rilevato la conformità generale per i paesi OPEC e non OPEC, ribadendo che continuerà a monitorare il rispetto degli adeguamenti di produzione decisi durante la 38ª Riunione Ministeriale tenutasi il 5 dicembre 2024 e gli ulteriori adeguamenti volontari di produzione annunciati da alcuni Paesi partecipanti, come concordato nella 52ª Riunione JMMC del 1° febbraio 2024.L'Opec+ si riserva la facoltà di convocare ulteriori riunioni o richiedere una nuova Riunione Ministeriale ed ha riconvocato la prossima riunione del Comitato per il 4 ottobre 2026.L'importanza del traffico marittimo e delle infrastruttureIl Comitato di monitoraggio ha evidenziato l'importanza cruciale della salvaguardia delle rotte marittime internazionali per garantire il flusso ininterrotto di energiaed ha espresso preoccupazione per gli attacchi alle infrastrutture energetiche, rilevando che il ripristino a pieno regime degli impianti danneggiati è costoso e richiede molto tempo, con conseguenti ripercussioni sulla disponibilità complessiva dell'approvvigionamento. Di conseguenza, il Comitato ha sottolineato che qualsiasi azione che comprometta la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, sia attraverso attacchi alle infrastrutture che attraverso l'interruzione delle rotte marittime internazionali, aumenta la volatilità del mercato e indebolisce gli sforzi collettivi a sostegno della stabilità del mercato a beneficio di produttori, consumatori e dell'economia globale. La view degli esperti L'ennesimo aumento del Gruppo dei Sette era perlopiù previsto, anche se c'è da dire che gli aumenti decisi dal Gruppo dei Paesi produttori di greggio ogni mese nel corso dell'ultimo anno sono perlopiù figurativi, dal momento che la guerra in Iran, gli attacchi alle infrastrutture petrolifere dei Paesi del Golfo ed il blocco dello Stretto di Hormuz hanno di fatto reso ipotetici questi aumenti.La decisione, però, garantisce che quando sarà ripristinata la normalità, i Paesi dell'Opec potranno aggiustare al rialzo le loro quote e rifornite adeguatamente il mercato. Per quanto concerne il futuro, gli esperti attendono che l'Opec+ manterrà la produzione sostanzialmente invariata nei prosismi mesi e, dunque, non attuerà più alcun aggiustamento da qui alla fine dell'anno, in vista delle trattative per iul ricalcolo delle rispettive quote nel 2027.
Fonte: Teleborsa