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Economia
1 ore fa

Economia del mare in Italia vale oltre l'11% del PIL

(Teleborsa) - Con 253.599 imprese e 1.133.949 di occupati, l’Economia del mare in Italia genera un valore aggiunto diretto pari a 78,9 miliardi di euro, che, se si considera il valore attivato nel resto dell’economia, raggiunge i 224,9 miliardi di euro, pari all’11,4% del PIL nazionale. Rispetto all’ultima rilevazione effettuata, cresce il valore aggiunto complessivo di circa 9,6 miliardi. E cresce il valore aggiunto diretto con un +3,8%, a fronte del +2,1% dell’economia nazionale, che in termini assoluti è pari a un incremento annuo di quasi 2,9 miliardi.Crescono, inoltre, gli addetti, con un aumento occupazionale del +4,2%, un valore quasi triplo rispetto alla crescita registrata complessivamente nell’economia italiana. Il moltiplicatore di quest’anno resta stabile a 1,8. Ossia per ogni euro speso nei settori direttamente afferenti alla filiera mare se ne attivano altri 1,8 nel resto dell’economia.È quanto emerge dal XIV Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare a cura di Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare OsserMare, Centro Studi Tagliacarne - Unioncamere, Informare, Camera di commercio Frosinone Latina e Blue Forum Italia Network, presentato a Roma presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, nell’ambito del Blue Forum 2026.Il Rapporto ha messo sotto la lente di ingrandimento i diversi settori che compongono la forza produttiva “blu”: le filiere dell’ittica e della cantieristica, i servizi di alloggio e ristorazione, le attività sportive e ricreative, l’industria delle estrazioni marine, la movimentazione di merci e passeggeri via mare, la ricerca, regolamentazione e tutela ambientale. Novità di questa edizione, un’analisi approfondita dedicata al capitale umano e alle competenze nelle imprese dell’economia del mare tra transizione green e digitale.All’evento di presentazione, aperto dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, sono intervenuti: il Presidente di Assonautica Italiana, Si.Camera e Camera di Commercio Frosinone Latina Giovanni Acampora, il Presidente di Unioncamere Andrea Prete, il Capo Dipartimento per le Politiche del mare Amm. Sq. Pierpaolo Ribuffo, il Vice Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di porto Amm. Isp. (CP) Vincenzo Leone, il Direttore per l’impiego del personale militare della Marina Militare Amm. Sq. Andrea Gueglio, il Direttore Generale del Centro Studi Tagliacarne Gaetano Fausto Esposito e il Coordinatore dell’Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare OsserMare Antonello Testa.A seguire della presentazione del rapporto si è aperto un dibattito a commento dei dati che ha visto la partecipazione di autorevoli rappresentanti di istituzioni e associazioni delle varie filiere dell’Economia del mare, tra cui l’On. Luca Squeri, Segretario X Commissione Camera dei Deputati, l’On. Maria Grazia Frijia, IX Commissione Camera dei Deputati e l’On. Eliana Longi, IX Commissione Camera dei Deputati. Durante i lavori è stata annunciata la pubblicazione del 1° Rapporto nazionale sulla dimensione subacquea italiana, realizzato in collaborazione con il Polo Nazionale della dimensione Subacquea (PNS), che verrà presentato al Senato il 16 luglio prossimo. "La Blue Economy non è più un settore di nicchia ma una leva industriale e occupazionale per l'Italia e per l'Europa. Per il governo il mare è una risorsa di sviluppo centrale per il sistema Paese ed è nostro obiettivo rafforzare la leadership in questo settore per trasformare la centralità in opportunità di crescita per le nostre imprese". Lo ha detto Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, nel corso della presentazione del Rapporto. E ha aggiunto: "I risultati di questo Rapporto confermano la competitività italiana", ha aggiunto il ministro Urso sottolineando che "questa crescita è frutto di una strategia di politica industriale mirata. Il mare deve tornare al centro dell'agenda europea perché il Mediterraneo è un crocevia strategico di rotte commerciali e flussi energetici in una fase in cui gli equilibri cambiano continuamente per via dei conflitti. In questo contesto geopolitico l'Italia occupa una posizione importante, strategica per il Mediterraneo e per l'Europa".
Fonte: Teleborsa