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Economia
37 minuti fa

Dfpb, validazione dell'Upb al quadro macro: ma con uso clausola poco spazio per altre misure

(Teleborsa) - L'Ufficio parlamentare di bilancio ha validato il quadro macroeconomico programmatico del Documento programmatico di finanza pubblica 2026, ma avverte che la manovra non ha margini e che il debito inizierà a scendere un anno dopo rispetto alle stime del Governo. Lo ha illustrato la presidente Lilia Cavallari nell'audizione davanti alle Commissioni Bilancio riunite.Il quadro macroLe stime del Mef cadono nell'intervallo di accettabilità del panel Upb nel 2026-27, mentre nel 2028-29 la crescita supera il limite superiore di 0,1 e 0,2 punti. L'Upb prevede un Pil in crescita dell'1,1% nel 2026, dello 0,8% nel 2027, dello 0,7% nel 2028 e dello 0,6% nel 2029. L'impatto della manovra è di 0,3 punti di Pil, "sia nello scenario del Mef sia in quello dell'Upb". I rischi sono "complessivamente orientati al ribasso nel medio termine", anche per la conclusione del Pnrr. Pesa inoltre la vulnerabilità energetica: gli idrocarburi valgono ancora circa tre quarti del mix e le retribuzioni reali restano "inferiori di circa nove punti percentuali rispetto al 2020".Manovra senza marginiLa clausola di salvaguardia nazionale finanzia circa 29 miliardi nel 2027-28 (0,6 punti di Pil l'anno) per difesa ed energia. "Al netto della clausola, nel 2027 non emergerebbero spazi per ulteriori misure": la spesa netta cresce dell'1,9%, in linea con il limite Ue. "Eventuali nuove misure dovrebbero pertanto essere compensate principalmente da riduzioni di spesa o aumenti delle entrate." L'uso integrale dei margini "non permette di mantenere uno spazio di bilancio per far fronte a ulteriori esigenze impreviste o a shock", senza interventi discrezionali a meno di misure compensative. Il Dpfp, ha fatto notare però l'Upb, non quantifica gli interventi lordi né le coperture.Sul 2026, "dato il margine ridotto, anche scostamenti di entità limitata nella parte finale dell'anno potrebbero compromettere l'uscita dalla procedura".Oltre il 2028L'Upb ha chiesto poi indicazioni nel disegno di legge di Bilancio sul finanziamento di difesa ed energia dopo il 2028. "In assenza di misure compensative, il mantenimento di un livello strutturalmente più elevato della spesa, in coerenza con gli impegni internazionali, determinerebbe dal 2029 maggiori disavanzi e un debito più alto", oltre al superamento dei limiti di spesa netta Ue. Quanto al nuovo Piano strutturale di bilancio dal 2029 richiederebbe un aggiustamento di circa 0,75 punti di Pil l'anno in quattro anni o di circa 0,45 in sette: il debito scenderebbe al 136,1% nel 2032 o al 134,1% nel 2035. Le stime, ha comunque sottolineato l'organo indipendente, sono "preliminari e indicative".Debito e tassiNello scenario Upb il debito/Pil è al 138,6% nel 2027 e al 138,5% nel 2028, e "inizierebbe a ridursi soltanto nel 2029", al 137,7%, 1,1 punti sopra il Dpfp. "Un ulteriore elemento di rischio è rappresentato dal peggioramento delle condizioni di finanziamento": con le aspettative di mercato aggiornate, gli interessi sarebbero più alti di circa 4,5 miliardi nel 2029 e il debito al 138,4%, 1,8 punti sopra il quadro programmatico. Il Dpfp indica la spesa per interessi al 4,6% del Pil nel 2029.
Fonte: Teleborsa