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12 ore fa
Enti locali, verso la firma del rinnovo contrattuale 2025-2027: aumenti fino a 154 euro
(Teleborsa) - È attesa per domani la firma del rinnovo del contratto dei lavoratori degli enti locali relativo al triennio 2025-2027. La bozza, inviata dall’Aran ai sindacati, prevede aumenti retributivi che, a regime nel gennaio 2027, varieranno da 108,95 euro mensili per gli operatori fino a 138,52 euro per le elevate professionalità.Agli incrementi della retribuzione tabellare si aggiungeranno gli aumenti dell’indennità di comparto, che entreranno a regime nel luglio 2027: si va dai 9,74 euro per gli operatori ai 15,61 euro per le elevate professionalità. Complessivamente, quindi, gli aumenti retributivi raggiungeranno un valore compreso tra 118,69 euro e 154,13 euro mensili.Nel dettaglio, per gli operatori esperti l’incremento complessivo previsto sarà di 125,35 euro, composto da 113,53 euro di aumento della retribuzione tabellare e 11,82 euro di indennità di comparto. Per gli istruttori, invece, l’aumento complessivo sarà di 141,40 euro, con 127,63 euro sulla retribuzione tabellare e 13,77 euro sull’indennità di comparto.La bozza di accordo, sulla quale si punta a raggiungere un’intesa già domani, introduce anche una disciplina specifica sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale negli enti locali. Gli enti dovranno fornire ai lavoratori informazioni sulle finalità dei sistemi utilizzati, sugli ambiti di applicazione, sulle tipologie di dati trattati e sulle possibili conseguenze sull’organizzazione del lavoro, sulle attività da svolgere, sull’impegno richiesto, sulla salute e sicurezza e sulla valutazione della performance.L’impiego di sistemi di intelligenza artificiale non potrà inoltre determinare decisioni esclusivamente automatizzate che producano effetti giuridici o incidano in modo rilevante sul rapporto di lavoro senza un adeguato intervento umano. Sarà garantito ai dipendenti il diritto di conoscere, in modo comprensibile, i criteri generali di funzionamento degli strumenti di IA che possano influire sulla valutazione della prestazione, sull’assegnazione dei compiti, sull’orario di lavoro o su altri aspetti significativi del rapporto lavorativo.Il contratto interviene anche sulla disciplina degli incarichi di elevata qualificazione. La retribuzione di posizione potrà variare da un minimo di 5.000 euro a un massimo di 22.000 euro lordi annui, per tredici mensilità, sulla base della graduazione delle singole posizioni.Gli incarichi di elevata qualificazione saranno conferiti dai dirigenti, dopo la definizione dei criteri generali da parte degli enti, per un periodo massimo di tre anni, attraverso un atto scritto e motivato. Gli incarichi potranno essere rinnovati anche con procedure semplificate.Nei casi in cui manchino funzionari o personale con elevata qualificazione, la retribuzione di posizione potrà oscillare tra 3.000 e 9.500 euro annui lordi per tredici mensilità. A questa si aggiungerà la retribuzione di risultato.Gli enti dovranno stabilire i criteri per la determinazione e l’erogazione annuale della retribuzione di risultato relativa agli incarichi di elevata qualificazione, destinando a tale voce almeno il 15% delle risorse complessivamente previste per la retribuzione di posizione e di risultato degli incarichi disciplinati dall’ordinamento interno.Il rinnovo dovrebbe essere sottoscritto anche dalla Cgil, che non aveva firmato il precedente accordo contrattuale.(Foto: Photo by John Schnobrich on Unsplash)
Fonte: Teleborsa