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Economia
1 ore fa
PIL, Unimpresa: revisione UpB conferma tenuta economia reale
(Teleborsa) - "La revisione al rialzo della stima Upb sul Pil 2026, che sale allo 0,9%, è un segnale importante e va letto con attenzione: non è un dato calato dall'alto, ma il risultato di un'economia reale che nella prima metà dell'anno ha retto meglio delle attese, trainata dagli investimenti delle imprese e dall'export. È la conferma che il tessuto produttivo italiano, nonostante un quadro internazionale tutt'altro che semplice, continua a mostrare una capacità di reazione che va riconosciuta e sostenuta". Lo dichiara il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi. "Resta però un elemento che non possiamo permetterci di sottovalutare: l'inflazione, che l'Upb conferma in avvicinamento al 3%, continua a erodere il potere d'acquisto di famiglie e imprese. Una crescita più solida del previsto ha senso solo se si accompagna a misure che proteggano davvero i redditi reali, altrimenti il miglioramento resta sulla carta. Il dato conferma inoltre la stabilità della previsione per il 2027, allo 0,6%: un orizzonte che impone scelte di politica economica capaci di consolidare, e non disperdere, i segnali positivi arrivati in questi mesi" conclude Longobardi. Sottolinea il Centro studi di Unimpresa che l'Ufficio parlamentare di bilancio ha rivisto al rialzo la stima di crescita del Pil per il 2026, portandola dallo 0,5% allo 0,9%, con un aggiustamento di quattro decimi di punto percentuale rispetto alla valutazione formulata lo scorso aprile in sede di validazione del Documento di finanza pubblica. La previsione per il 2027 resta invece confermata allo 0,6%. la revisione è legata a due fattori concorrenti. Il primo è di natura congiunturale: l'attività economica nella prima parte dell'anno è risultata più favorevole rispetto alle attese, sostenuta in particolare dagli investimenti delle imprese e dalla componente export. Il secondo è di natura statistica: l'aggiornamento dei dati Istat relativi al primo trimestre ha modificato la base di partenza su cui si fondava la stima precedente. I due elementi vengono presentati dall'Upb sullo stesso piano, senza una gerarchia esplicita tra causa congiunturale e revisione dei dati di base. La stabilità della previsione 2027 indica che l'Upb non estende l'accelerazione registrata nell'anno in corso oltre il breve termine, mantenendo un profilo di crescita più prudente nel medio periodo. Ciò suggerisce una lettura di cautela: il miglioramento del 2026 va considerato, allo stato attuale delle stime, un dato dell'anno in corso e non ancora un trend strutturale consolidato. Sul fronte dei prezzi, le attese sull'inflazione restano sostanzialmente invariate, con una traiettoria che nel 2026 si avvicina al 3%.
Fonte: Teleborsa