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1 ore fa

Iran, Trump avverte: "Nuovi attacchi se non si arriva a un accordo"

(Teleborsa) - Mentre una blindatissima Islamabad, con una gigantesca "zona rossa" invalicabile per un raggio di tre chilometri attorno al quartier generale allestito nell'hotel Serena, si prepara a ospitare il cruciale e difficile negoziato tra gli Stati Uniti e la Repubblica Islamica dell'Iran,  Donald Trump lancia il suo (ennesimo) avvertimento. Ci saranno attacchi ancora più intensi se non si troverà un accordo è il messaggio lanciato dal presidente Usa alla vigilia dei negoziati in Pakistan. "Stiamo caricando le navi con le migliori munizioni e le migliori armi mai realizzate, persino migliori di quelle che abbiamo impiegato in precedenza, con le quali li abbiamo fatti a pezzi. Le useremo in modo estremamente efficace qualora non si giungesse a un accordo", ha detto Trump in un'intervista al New York Post. Su quale sarà l'esito dei colloqui il tycoon non si è sbilanciato: "Lo scopriremo tra circa 24 ore. Lo sapremo a breve", ha detto.Anche Jd Vance, a capo della delegazione americana in Pakistan che comprende anche i fedelissimi del presidente Steve Witkoff e Jared Kushner, prima di salire in aereo ha avvertito i mullah di "non prendere in giro" gli Stati Uniti pur affermando di  aspettarsi un "esito positivo" dei colloqui.Il principale motivo di diffidenza per Washington riguarda lo Stretto di Hormuz, dove il traffico mercantile resta in larga parte consentito soltanto alle navi iraniane. Dal cessate il fuoco appena 15 navi hanno attraversato lo Stretto, contro le 140 al giorno prima del conflitto,  e gli Emirati hanno comunicato di avere oltre 200 petroliere ferme in attese di salpare, denunciando una situazione di "coercizione". A complicare il quadro c'è la postura di Israele in Libano, che bersaglia Hezbollah senza alcuna intenzione di fermarsi. Un oltranzismo che alimenta la protesta del governo di Beirut e soprattutto il nervosismo di Teheran, con il rischio che la trattativa salti prima di iniziare. "L'Iran sta gestendo in modo pessimo il transito, questo non è l'accordo che avevamo", ha scritto Trump su Truth, con la richiesta di non imporre "pedaggi" o comunque di "smettere subito" di farlo, perché "non hanno altre carte in mano".Sull'altro fronte il network di opposizione Iran International ha dato conto di una spaccatura nel regime sulla composizione ed il mandato della delegazione da inviare in Pakistan. Secondo questa ricostruzione il capo delle Guardie Rivoluzionarie, Ahmad Vahidi, vorrebbe limitare il peso nei colloqui dello speaker del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e del ministro degli Esteri Abbas Araghchi, per puntare di più sul successore di Ali Larijani, Mohammad Bagher Zolghadr, considerato più affine alla linea dura.Teheran insiste che la base di discussione sarà la sua lista di 10 condizioni. Tra queste c'è l'arricchimento dell'uranio, su cui le parti sarebbero ancora distanti: gli Usa vogliono tutte le scorte fuori da Paese, il regime rivendica il diritto all'arricchimento per scopi civili. Altro dossier, gli americani detenuti. Il team di Trump chiederà il loro rilascio. Per sedersi al tavolo la teocrazia ha posto due pre-condizioni: lo sblocco dei suoi asset congelati e un cessate il fuoco in Libano, ma in questo caso Israele ha opposto un muro. Benyamin Netanyahu, dopo essere stato invitato da Trump a non compromettere il dialogo con l'Iran, nel corso di una telefonata definita "tesa" dalla Cnn, ha respinto l'ipotesi tregua in Libano ma ha aperto all'avvio di negoziati con le autorità di Beirut. Il premier Nawaf Salam è atteso a Washington nei prossimi giorni, mentre gli ambasciatori hanno iniziato a preparare il terreno, ma fonti della presidenza della Repubblica hanno fatto sapere di aspettarsi una pausa delle ostilità prima di avviare un dialogo diretto con lo Stato ebraico. Secondo quanto dichiarato alla Tass Abdul Majid Hakim Elahi, inviato della Guida Suprema, i colloqui in Pakistan potrebbero durare due o tre giorni.
Fonte: Teleborsa