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1 ore fa
miart 2026: il mercato dell'arte in scena a Milano
(Teleborsa) - Ha inaugurato oggi la trentesima edizione di miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea, che si svolge dal 17 al 19 aprile 2026 nella suggestiva nuova location presso il Mico di Milano, affacciata sul parco di Citylife. Il titolo dell’edizione di quest’anno è "New Directions", in omaggio all'omonima raccolta delle incisioni realizzate nel '63 da John Coltrane (1926-1967).Suddiviso in tre sezioni, Emergent, Established ed Established Anthology, l’evento ospita 160 gallerie provenienti da 24 Paesi che raccontano oltre un secolo di storia dell’arte, dai capolavori del primo Novecento alle ricerche più attuali. Un percorso che propone miart come la fiera con la più ampia estensione cronologica e come una piattaforma capace di accogliere e rappresentare una pluralità di voci, celebrando il passato e al tempo stesso volgendo lo sguardo verso molteplici futuri.Il ruolo di miart non è soltanto culturale, ma è anche quello di motore economico per il mondo dell’arte, agendo come baricentro per il mercato italiano e internazionale. In particolare, il mercato dell'arte in Italia nel 2026 si presenta come un ecosistema resiliente, capace di muoversi in controtendenza rispetto ad altri asset finanziari più volatili. Le opere d'arte tendono a mantenere il potere d'acquisto nel lungo periodo; secondo il Deloitte Art & Finance Report 2025 ad esempio, l'85% dei wealth manager consiglia l'arte come parte di una strategia efficace ed efficiente di diversificazione del portafoglio. Le opere d’arte inoltre sono percepite come un bene tangibile e quindi più sicuro rispetto ad asset più legate all’economia reale o alle banche.Le tensioni in Estremo Oriente e la stasi del mercato cinese hanno riportato una forte attenzione verso l'Europa e, in particolare, verso l'Italia come "porto sicuro" per l'arte moderna e antica (Fonte: Nomisma), che rappresenta circa il 2-3% del mercato globale (con l'arte contemporanea capace di rivalutarsi di oltre il 9%). Nel 2025, le case d'asta italiane hanno fatturato circa 450 milioni di euro, mentre se includiamo nel calcolo gallerie, fiere e transazioni private, il valore stimato del mercato dell'arte italiano oscilla tra 1,4 e 1,6 miliardi di euro (Fonte: Rapporto Federculture 2025).Anche a livello internazionale il 2025-2026 si è rivelato un anno tendenzialmente positivo per il mercato dell’arte, con un aumento del 12% del fatturato generale ed un +6.5% nel numero di lotti venduti all'asta, con un primato geografico consolidato da parte degli stati uniti (Fonte: Artprice). L’effetto della crisi in questo caso è stato quello di segmentare il mercato: la fascia "Top-End" (opere sopra i 5 milioni di euro) rimane solida perché meno influenzato dal potere d'acquisto quotidiano ed acquisisce quindi valore, mentre la fascia media (10.000€ - 50.000€) è quella che ha risentito maggiormente del calo della fiducia dei consumatori (Fonte: Art Basel & UBS Global Art Market Report 2026).Questi dati confermano l’ottima tenuta all'inflazione che ha sempre avuto il mercato dell’arte, ma allo stesso tempo evidenziano lo storico problema della scarsa liquidità del settore; vendere un'opera d’arte infatti può richiedere mesi o anni, con commissioni d'asta che possono variare dal 15% al 25%.Il mercato dell’arte è considetato un driver di investimento dalle forti potenzialità anche a livello istituzionale. In recepimento della Direttiva UE 2022/542, l'Italia dall'anno scorso ha infatti introdotto l'IVA al 5% sull'importazione di opere d'arte, oggetti d'antiquariato e da collezione, con l’obiettivo di rendere il mercato dell'arte italiano più competitivo rispetto a quello extra-UE (come USA o UK) e attrarre investimenti.(Foto: Una delle gallerie in esposizione a miart 2026)
Fonte: Teleborsa