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1 ore fa
USA, l'inflazione accelera per la guerra in Iran e mette pressione su Fed e midterm
(Teleborsa) - I prezzi al consumo negli Stati Uniti sono aumentati in modo significativo e più delle attese il mese scorso, a causa della guerra con l'Iran che ha ormai raggiunto la decisa settimana, portando a un aumento dei prezzi della benzina e a ulteriori pressioni per i consumatori americani. Il tema dell'aumento dei prezzi con complicherà solo le decisioni della Fed nei prossimi mesi, ma sarà anche una questione chiave quando gli elettori si recheranno alle urne il 3 novembre per decidere se il Partito Repubblicano del presidente Donald Trump manterrà il controllo del Senato e della Camera dei Rappresentanti nelle elezioni di midterm.Secondo i dati del Bureau of Labor Statistics pubblicati oggi, negli USA ad aprile l'inflazione headline ha segnato incrementi di +0,6% su mese (come atteso) e di +3,8% su anno (contro +3,7% atteso e +3,3% precedente, segnando il più grande balzo in tre anni), mentre il dato core (che esclude i costi più variabili di cibo ed energia) di +0,4% su mese (contro +0,3% atteso) e di +2,8% su anno (contro +2,7% atteso e +2,6% precedente)."I dati di oggi rinforzano le preoccupazioni sul fatto che l'inflazione in America sia realmente sotto controllo", commenta Gianluca Bergamaschi, Head of Fixed Income - Mandates presso Generali Asset Management, secondo cui "i dazi alle importazioni dell'amministrazione Trump e rialzo dei prezzi energetici a seguito del blocco dello stretto di Hormuz, renderanno estremamente difficile il compito della Fed di riportare l'inflazione vicina al 2%".Ad accelerare l'inflazione complessiva è stata l'energia (+17,9% a/a), con i carburanti che sono aumentati di +5,4% m/m (addirittura +11,1% se non destagionalizzati), mentre quella sottostante è stata trainata dall'abitazione (+0,6% m/m), il cui rialzo è stato però accentuato da distorsioni statistiche derivanti dalle lacunose rilevazioni autunnali dovute allo shutdown.I dati mostrano quindi come l'impatto della guerra con l'Iran stia colpendo l'economia statunitense, con un'impennata dei costi energetici. Il rapporto del BLS indica che i prezzi della benzina sono aumentati di quasi il 28% negli ultimi due mesi, ma anche i prezzi dei generi alimentari, degli affitti e dei biglietti aerei hanno registrato forti aumenti rispetto al mese precedente."I mercati dei futures sui Fed funds scontano ora una probabilità superiore al 50% di un rialzo dei tassi entro marzo 2027 - afferma Josh Jamner, Senior Investment Strategy Analyst di ClearBridge Investments, parte di Franklin Templeton - Sebbene ulteriori rialzi restino possibili qualora le pressioni inflazionistiche continuassero ad aumentare, una potenziale de-escalation del conflitto in Medio Oriente e dinamiche ancora contenute nel mercato del lavoro dovrebbero indurre la Fed a mantenere un atteggiamento prudente nel breve periodo; nel complesso, riteniamo comunque più probabile uno scenario di tagli dei tassi piuttosto che di rialzi nel 2027"L'indicatore di inflazione preferito dalla Fed, basato sull'indice dei prezzi delle spese per consumi personali, non attribuisce lo stesso peso al costo degli alloggi rispetto all'indice dei prezzi al consumo. Un rapporto sui prezzi alla produzione, la cui pubblicazione è prevista per mercoledì, fornirà informazioni su ulteriori categorie, tra cui un indicatore delle tariffe aeree, che confluiscono direttamente nell'indice PCE, la cui uscita è prevista per la fine del mese.
Fonte: Teleborsa