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2 ore fa
Violenza sulle donne, Nave: "Coinvolgere giovani generazioni nella battaglia culturale"
(Teleborsa) - "Per combattere la violenza sulle donne servono manovre giuste. A partire dal cambiamento culturale della nostra comunità. Non siamo ancora capaci di abbracciare il principio liberale della parità dei sessi. C’è la necessità di doverne parlare di più per scardinare quel filo conduttore comune che si registra in tutte le tragedie che vivono queste famiglie: l’uomo maltrattante. Per questo continueremo a promuovere momenti di ascolto e confronto su questo tema coinvolgendo soprattutto le generazioni più giovani, come abbiamo fatto oggi".Sono le parole del senatore Luigi Nave, promotore del convegno "La violenza sulle donne: dalla consapevolezza all’azione", svoltosi presso la sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro presso il Senato della Repubblica moderato dalla giornalista Sara Manfuso. Ospiti dell’iniziativa gli studenti dell’istituto Ferraris – Puccini di Marcianise che hanno presentato il cortometraggio da loro realizzato sul tema della violenza sulle donne. Ai ragazzi è stato indirizzato il video messaggio dell’attrice Barbara De Rossi, da anni impegnata in campagne di sensibilizzazione su questo tema.Il coinvolgimento degli uomini violenti in percorsi di recupero è centrale per la senatrice Alessandra Maiorino (Ms5): "In Italia negli ultimi 30 anni abbiamo fatto un salto in avanti notevole. Siamo partiti dal delitto d’onore, che giustificava e riconosceva il diritto di morte che aveva l’uomo, mentre oggi la società non accetta più questa figura e gli stessi uomini ripudiano queste violenze. Come M5s abbiamo puntato sui centri per gli uomini maltrattanti, inseriti nella rete dei centri antiviolenza proprio per offrire gli strumenti agli uomini per cambiare".Il regista Domenico Costanzo ha presentato il suo cortometraggio ‘Va tutto bene’: "Una storia che si svolge all’interno di una famiglia di ceto medio alto che, nonostante la facciata di apparente benessere, nasconde lo spettro della violenza. La vittima subisce una manipolazione da parte del violento e resta intrappolata in una barriera psicologica dalla quale è difficile uscire. Nel cortometraggio ne esce con la forza dell’amore per la figlia. Ma bisogna trovare la chiave per aiutare le donne vittime di violenza, che ben comprendono la violenza dei loro compagni, a uscire da questa barriera". La produttrice Stefania Tschantret ha evidenziato come "la violenza sulle donne non riguarda solo categorie meno abbienti, le donne che la subiscono hanno paura di dare voce a sé stesse per potersi liberare dai fardelli e farsi aiutare".Per la criminologa Laura Volpini "la violenza, fino a poco tempo fa, veniva rappresentata solo legata a dei ceti sociali medio bassi. In realtà vediamo la trasversalità della violenza. Essa avviene anche tra persone che hanno un alto livello culturale. La cultura, che è sicuramente uno dei fattori di prevenzione, da sola non è sufficiente. Nella violenza domestica è difficile uscire dagli script di comportamento per cui ci sono dei copioni che si ripetono costantemente che rendono la vittima sopraffatta".Tanta emozione nell’intervento di Sonia Giacometti, financial manager: "Ho voluto questo cortometraggio, girato a Firenze, perché è un po’ la mia storia. È il mio settimo cortometraggio istituzionale ma questo è sicuramente quello che mi tocca di più". La senatrice Sabrina Licheri, ha illustrato il suo disegno di legge a sostegno delle donne vittime di violenza: "Le donne che denunciano si sentono spesso sole e la mancanza di garanzia di vedersi coperte le spese legali è un’ulteriore barriera. Con il mio ddl proponiamo che, laddove c’è querela penale, la stessa è sufficiente a dimostrare la manifesta fondatezza della richiesta, cosa che invece oggi non accade costringendo la vittima ad un ulteriore stress economico e psicologico. Una proposta di buon senso che ora è in commissione Giustizia e mi auguro venga approvata dai colleghi".La giornalista e presentatrice tv Diletta Acanfora ha confermato "quanto parlare di violenza sulle donne non sia facile soprattutto per chi racconta tutti i giorni queste storie. La violenza parte da un problema culturale. Il racconto della verità di quello che si dice e non si dice, è sempre particolarmente complesso e sofferto".
Fonte: Teleborsa