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1 ore fa

Cyber Index PMI: consapevolezza in aumento, ma resta divario nella gestione del rischio

(Teleborsa) - Aumenta la consapevolezza in materia di sicurezza digitale per le piccole e medie imprese italiane, ma solo il 16% presenta una postura di sicurezza adeguata. È la fotografia scattata dal terzo Rapporto Cyber Index PMI, presentato a Roma.“Le piccole e medie imprese italiane rappresentano una componente essenziale del tessuto economico e sociale del Paese: sostenerne la capacità di affrontare le sfide legate alla trasformazione tecnologica significa rafforzare la solidità e la continuità del sistema produttivo nel lungo periodo. - ha spiegato Barbara Lucini, Responsabile Country Sustainability & Social Responsibility di Generali Italia - In questo contesto, Generali interpreta il proprio ruolo di Partner del Paese come un impegno concreto ad affiancare le imprese, non solo attraverso soluzioni assicurative, ma anche favorendo consapevolezza, prevenzione e capacità di risposta di fronte alle minacce digitali. Con il Cyber Index PMI mettiamo a disposizione competenze, esperienza e strumenti per aiutare le aziende a comprendere la propria esposizione, a gestire i rischi legati all’operatività digitale e a integrare prevenzione, protezione e copertura assicurativa in un approccio responsabile e orientato al lungo periodo”.Dallo studio emerge che le PMI raggiungono un livello di consapevolezza in materia di sicurezza digitale pari a 55 punti su 100, segnando un incremento di 3 punti rispetto al 2024, su un campione di oltre 1.500 imprese. Un percorso di maturazione che, pur non raggiungendo la soglia di sufficienza fissata a 60 su 100, evidenzia una marcata polarizzazione tra un nucleo ristretto di imprese più mature e una vasta platea ancora esposta ai rischi. Nello specifico Cyber Index PMI è un’iniziativa promossa da Confindustria e Generali, con il contributo scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano e la partnership istituzionale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, con l’obiettivo di monitorare nel tempo l’evoluzione della postura di sicurezza del tessuto imprenditoriale italiano, intesa come capacità di governare il rischio cyber attraverso scelte strategiche, assetti organizzativi, processi e strumenti adeguati.“Se vogliamo che le PMI italiane colmino il gap di produttività che scontano con i principali partner europei, la trasformazione digitale è un passo necessario. - ha sottolineato Fausto Bianchi, Presidente di Piccola Industria, Confindustria - Sostenere le piccole imprese in questo percorso non è solo una priorità di Piccola Industria, ma una condizione essenziale per la competitività dell'intero sistema Paese”.Secondo Pietro Labriola, Delegato del Presidente di Confindustria per la Transizione Digitale, l’Italia deve puntare su regole chiare e stabili, su incentivi che orientino gli investimenti e su un modello di collaborazione pubblico-privato capace di rafforzare e proteggere l’intero ecosistema produttivo. Il Cyber Index PMI mostra che la consapevolezza sta crescendo, ma il salto di qualità passa dall’esecuzione: governance, gestione del rischio e competenze. Come Confindustria vogliamo accompagnare le imprese in questo percorso con strumenti operativi, standard di riferimento e iniziative concrete che rendano la sicurezza accessibile a tutto il sistema produttivo, soprattutto alle realtà più piccole”.Il Rapporto evidenzia un progresso significativo sull’approccio strategico, che raggiunge la piena sufficienza, grazie a una maggiore attenzione alla governance del rischio e alla pianificazione degli investimenti da parte delle PMI italiane, con un punteggio medio di 62 su 100 (+6 punti percentuali rispetto al 2024).Il quadro che emerge è articolato. Se da un lato una parte delle PMI italiane ha compreso l’importanza della sicurezza informatica e sta investendo per affrontare uno scenario in continua evoluzione, dall’altro permangono realtà che faticano a tenere il passo, rallentando il progresso complessivo del sistema. È ancora significativa, infatti, la quota di imprese che gestisce il rischio cyber in modo non strutturato o ne sottovaluta i potenziali impatti sulla continuità operativa, sulla competitività e sulla reputazione. Per questo è necessario un cambio di mindset: la gestione dei rischi cyber deve essere interpretata non come un mero adempimento, ma come un fattore abilitante della trasformazione digitale.  Nell’ottica di rafforzare la conoscenza sui rischi cyber e sugli attacchi informatici, sono previsti incontri di formazione e workshop su base territoriale. Gli esperti di Generali e la rete agenziale coinvolgeranno, attraverso la loro consulenza di valore, le imprese associate al sistema Confindustria a livello territoriale, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza sui rischi legati alla crescente digitalizzazione e supportarle nella protezione dal crimine informatico.
Fonte: Teleborsa