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48 minuti fa

Intesa, Messina: operazione MPS stabilizza il risparmio, Generali non sarà più scalabile

(Teleborsa) - "Il debito pubblico ha dimensioni significative, il rapporto debito/PIL è tra i più alti, ma è un debito sostenibile, che non ha delle fragilità del punto di vista della sostenibilità futura". Lo ha detto il CEO di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, al festival di Moneta, aggiungendo che "la mancanza di una forte crescita ci porta ad avere più difficoltà nei confronti degli altri paesi europei e lo stock del debito è un altro punto di attenzione, ma guardare solo il debito è un errore. Se si guarda l'indebitamento delle famiglie italiane e delle imprese, il sistema italiano è molto migliore di quello tedesco o francese"."Le banche non soltanto sono le prime beneficiarie di un'economia reale positiva, quindi di un'azione svolta dal governo in modo positivo per la crescita, perché ovviamente guardate noi abbiamo 500 miliardi di euro di impieghi ed è chiaro che se il sistema evolve positivamente noi non possiamo che tranne vantaggio - ha spiegato - Abbiamo anche come sistema bancario 400 miliardi di euro di titoli di Stato, cioè il più grande creditore dello Stato oggi è l'insieme del sistema bancario e il sistema assicurativo oggi questi due soggetti hanno più titoli di Stato rispetto alla BCE e rispetto alla Banca d'Italia"."Allora è chiaro che quando si fanno gli esempi sulla contrapposizione, in una fase come questa, cioè abbiamo tutti lo stesso interesse perché se questo paese è in un'evoluzione positiva o se il bilancio pubblico è gestito correttamente il principale creditore dello Stato che sono le banche e le assicurazione ne trae un vantaggio - ha detto Messina - Io ritengo che però in una fase come questa sia indispensabile ragionare anche su delle modalità per cui le banche possono essere utilizzate maggiormente nella crescita, cioè cercare di portare un contributo anche sui motori di crescita, su dei PNRR italiani fatti con la collaborazione delle banche"."Se lo spread mi va a 300, io sopporto delle perdite e rischio di innescare una crisi di fiducia anche nei confronti delle banche. C'è un interesse assoluto da parte delle banche a far sì che ci sia una contribuzione all'andamento positivo di questo paese. È chiaro però che ci deve essere il giusto equilibrio e un'equità di trattamento perché noi abbiamo degli azionisti, la gran parte delle banche sono con azionisti internazionali, quindi non è che le banche possono decidere di fare delle cose che vanno a detrimento degli azionisti. L'anno scorso siamo riusciti a far passare un accordo triennale nei confronti del governo"."Se c'è un uomo che non è un uomo di potere e non gliene frega niente del potere sono io. Quello che mi interessa è fare il bene dei miei azionisti", ha detto il banchiere, interpellato sull'operazione straordinaria su MPS: "Non operiamo in una convinzione di creare una posizione di potere, stiamo creando un'operazione che crea valore per i nostri azionisti, per gli azionisti di Montepaschi di Siena e creerà valore per le comunità in cui noi andremo ad operare, e poi creerà valore per il nostro Paese, perché l'elemento di stabilizzazione del risparmio - mi permetta di tornare sui punti chiave di forza del Paese in termini relativi anche dal punto di vista geopolitico - l'unica cosa su cui noi possiamo mantenere un vantaggio competitivo e una indipendenza è il risparmio". "La nostra operazione stabilizza il risparmio di questo Paese, perché rende una banca con una governance fragile, debole, con la conflittualità fra i diversi consiglieri di amministrazione, come si è determinato in Montepaschi, quindi un elemento di grande fragilità - ha detto - Montepaschi ha nel suo portafoglio elementi di sicurezza nazionale, Mediobanca, la quota di Generali, secondo me questielementi sono elementi che - fermo restando la creazione di valore per i nostri azionisti che è il primo punto su cui non cimuoviamo - ma per un Paese rappresentano un elemento che non può che non essere valutato"."Attraverso questa operazione noi riusciamo a stabilizzare il risparmio nel nostro Paese e a mettere in sicurezza l'indipendenza di Generali, che non sarà più scalabile una volta che noi avremo più del 13%, e saremo disponibili, come ho già ripetuto più volte, a condividere questo elemento di stabilità con Unicredit, con Delfin, con Caltagirone, con Benetton, con tutti coloro che oggi sono azionisti di Generali e non abbiamo nessuna volontà di interferire sulla gestione di Generali, ma quello che ci interessa è stabilizzare il risparmio", ha aggiunto."Lo facciamo per l'Italia, lo facciamo anche per Intesa Sanpaolo", perché "è chiaro che se qualcuno acquisisse Generali in Italia potrebbe diventare un leader nel wealth management e quindi per noi questa operazione è anche un'operazione difensiva", ha concluso Messina.
Fonte: Teleborsa