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1 ore fa

Lavoro, redditi medio-bassi hanno tenuto meglio il potere d'acquisto

(Teleborsa) - Nei dieci anni che vanno dal 2014 al 2024, i redditi medio bassi (retribuzioni nette) hanno evidenziato una maggiore tenuta del potere d'acquisto rispetto ai redditi più elevati, grazie alle misure di sostegno pubbliche, mentre i redditi più alti si sono difesi di più sul mercato, ma non sono riusciti a recuperare in maniera completa la perdita causata dall'inflazione. E' quanto emerge dalla "Analisi della dinamica retributiva dei lavoratori dipendenti pubblici e privati", pubblicata oggi dall'INPS, che analizza l'andamento delle retribuzioni lorde annuali dal 2014 al 2024 nel settore privato e in quello pubblico.Retribuzioni medio-basse tengono di più  "L'analisi delle retribuzioni nette, piuttosto che di quelle lorde- si sottolinea - evidenzia incrementi più elevati e una maggiore tenuta del potere d'acquisto delle famiglie, soprattutto per le fasce di reddito medio-basse. In altre parole, i redditi alti si sono difesi di più sul mercato, sebbene in maniera incompleta rispetto all'inflazione; i redditi medi e bassi, invece, sul mercato (retribuzione lorda) hanno ottenuto risultati inferiori, ma sono stati soccorsi dagli interventi a carico della fiscalità generale, quasi annullando l'impatto dell'inflazione".Crescita zero salari realiAllargando l’arco temporale di analisi agli ultimi 50 anni, si evidenzia un progressivo rallentamento del tasso di crescita dei salari reali a partire dai primi anni Ottanta, con una crescita media che si riduce gradualmente fino a raggiungere valori prossimi allo zero tra il 1996 e il 2000. Negli anni successivi, la dinamica salariale continua a oscillare intorno allo zero, raggiungendo un minimo di -0,6% nel periodo 2020-2024, in larga parte a causa dello shock inflattivo esogeno osservato nel biennio 2022-2023". I risultati suggeriscono che le componenti legate alle imprese, come la produttività, il potere contrattuale e le politiche retributive, potrebbero aver giocato un ruolo nel rallentamento della crescita salariale. Il contributo dell'effetto fisso dei lavoratori risulta invece più contenuto.In risposta a questa dinamica, il governo ha adottato politiche fiscali e contributive a favore dei redditi medi e medio-bassi, riducendo la pressione fiscale e contributiva e incentivando con varie misure l'aumento della disponibilità reale dei lavoratori, come la detassazione del lavoro festivo, notturno, straordinario, degli aumenti contrattuali e dei buoni pasto.Retribuzioni private sono cresciute più del pubblicoDall'analisi emerge anche che, sempre fra il 2014 ed il 2024, le retribuzioni medie dei lavoratori privati, esclusi i lavoratori domestici, sono cresciute nominalmente del 14,7%, mentre quelle dei lavoratori pubblici sono salite dell’11,7% con un tasso inferiore a quello dell’inflazione. Nel 2024 la retribuzione annuale media per i dipendenti privati era di 24.486 euro mentre quella dei dipendenti pubblici era di 35.350.  Sempre nel settore privato, le retribuzioni medie effettive delle donne, inferiore a 20mila euro nel 2024, continuano ad essere molto più basse di quelle degli uomini e pari a circa il 70% di quella dei colleghi uomini (circa 28mila euro). Tuttavia, rispetto al 2014, la retribuzione media delle donne è cresciuta di più (+17,5%) di quella degli uomini (+13,5%).
Fonte: Teleborsa