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59 minuti fa

EICMA 2026: il rombo della tradizione e il silenzio dell'elettrico

(Teleborsa) - "Always the first time”, sempre la prima volta: è questo il motto dell'83° edizione di EICMA, la Fiera Internazionale del Ciclo e Motociclo, che continua a crescere a ritmo costante fin dalla sua ripresa nel 2021.Da quando si svolge a Rho Fiera, infatti, quella di quest'anno è l'edizione più grande di sempre: “10 padiglioni, uno più dell'anno scorso, per oltre 300 mila metri quadri di superficie espositiva ed esterna” ha spiegato Paolo Magri, amministratore delegato di EICMA, durante l’inaugurazione “Alla dimensione espositiva si accompagna la qualità delle relazioni. Nel 2025, grazie all'indispensabile sostegno di ICE (Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane), abbiamo accolto oltre 43 mila operatori da 167 nazioni e più di 8 mila professionisti dei media da 67 Paesi. Anche se diventa sempre più grande e importante, lo scopo di EICMA resta sempre quello originale: connettere aziende ed appassionati, come ha raccontato Pietro Meda, presidente di EICMA: "Nasce per questo ed esiste per questo: per dare forza al lavoro delle imprese e per far incontrare la passione di chi fa impresa con quella del pubblico. Perché dietro a ogni prodotto delle imprese esistono persone che progettano, che costruiscono, che pensano e investono.Da un punto di vista industriale, invece, EICMA rappresenta un settore cardine per la nostra economia, come ha spiegato Mariano Roman, presidente di Confindustria Ancma: "Questo comparto conta qualcosa come 80 mila collaboratori, 80 mila famiglie che lavorano in questo mondo, un numero effettivamente molto importante. Oltre a questo, abbiamo più di 5-6 milioni di appassionati che utilizzano questi mezzi. Diciamo che noi rappresentiamo, come settore motociclistico, un fiore all'occhiello del Made in Italy a livello tecnologico: Ducati ed Aprilia stanno dimostrando al mondo la capacità tecnologica che c'è oggettivamente in Italia, una capacità tecnologica che sta attirando interesse da tutto il mondo. L'Italia e l'Europa hanno mercati liberi per quello che è più o meno il 3% del mercato mondiale, e questo evidenzia la difficoltà per le aziende europee di andare a vincere sul mercato mondiale. Il mio sogno, e penso sia un sogno anche di tutti i costruttori, è fare diventare l'Italia e l'Europa la Silicon Valley del mondo motociclistico.La vocazione internazionale della fiera è da sempre molto chiara, ma quest'anno è ancora più lampante: il 74% dei brand presenti infatti rappresenta l'estero, e sono migliaia i buyer che provengono da tutto il mondo, come ha raccontato Matteo Zoppas, presidente di ICE: "In una fiera come quella di EICMA noi portiamo più di 40 mila operatori, la parte strategica: sono operatori che danno contatto, importatori e distributori verso altrettanti clienti finali. Intesi con la concessione di contatto, vengono scelti insieme alla fiera e portati logisticamente con vitto e alloggio: è un servizio importante che fa il Governo”.Un elemento molto importante dell’esposizione internazionale del ciclo e motociclo è quindi rappresentato dal made in Italy, ma la fiera si conferma ormai come un vero e proprio HUB internazionale che connette produttori, buyer, operatori del settore e pubblico, con una vocazione di mercato globale. Accanto a presenze storicamente più consolidate troviamo anche quindi aziende provenienti da Paesi come Bahamas, Cambogia, Cipro, Egitto e Finlandia. L'Asia è sempre più presente con soluzioni all'avanguardia, compresi brand storicamente italiani ormai controllati da importanti gruppi cinesi, come Benelli, di proprietà di Qianjiang Motorcycle, e Morbidelli, controllata dal colosso Keeway Group. In generale, la presenza della Cina è ormai palpabile in fiera non solo per la produzione di componenti e ricambi, ma anche per i molti brand che propongono soluzioni di mobilità dal design innovativo, accanto a moto dal design e dalla tecnologia decisamente tradizionale.Matteo Salvini, ministro delle infrastrutture e dei trasporti, ha affermato durante l’inaugurazione: "Qualche istituzione per mera ideologia riteneva e continua a ritenere che il motore endotermico, il motore a scoppio, il rombo fosse qualcosa di superato e superabile. Fortunatamente non è così: la sostenibilità ambientale può e deve andare avanti di pari passo con la storia, il passato, il presente e il futuro”. Il rombo del motore endotermico è però ormai decisamente diluito tra i numerosi modelli elettrici, sempre più funzionali e all'avanguardia, che rappresentano un mercato in lenta ma inesorabile crescita. In Italia, infatti, le immatricolazioni di motocicli a batteria registrano il 24% in più rispetto al 2025, con un vero e proprio boom dei quadricicli, pari a un +48%. Se in Italia l'elettrico rappresenta circa il 3% dei ciclomotori in circolazione, in Europa e Nord America le percentuali sono tra il 20% e il 30%, mentre Cina e India hanno ormai elettrificato il 50% dei ciclomotori circolanti: segno che il mercato delle moto a elettriche è assolutamente da non trascurare.(Foto: Una moto sportiva all'interno dello stand di un brand cinese)
Fonte: Teleborsa