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1 ore fa

Banca Popolare di Sondrio: utile a 648 milioni e solidi indicatori patrimoniali

(Teleborsa) - I risultati preliminari consolidati economici e patrimoniali dell’esercizio 2025 della Banca Popolare di Sondrio mostrano un utile netto pari a 648 milioni di euro, il "migliore risultato" nella storia della banca.Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato la convocazione dell'Assemblea della Banca in sede Straordinaria per giovedì 12 marzo 2026 in unica convocazione per discutere e deliberare la Fusione per incorporazione di Banca Popolare di Sondrio in BPER Banca.Il risultato di periodo, al netto delle imposte pari a € 297,8 milioni, è positivo per 648 milioni e beneficia della solida crescita dell’attività bancaria caratteristica i cui proventi si attestano a € 1.572,4 milioni (+3,1% rispetto al 31 dicembre 2024; margine di interesse +1,1% e commissioni nette +8,3%). Tale dato incorpora pure il positivo contributo derivante dalle attività finanziarie per € 126,9 milioni così come la riduzione delle rettifiche di valore nette che ammontano a € 31 milioni (-83,3%), mentre risente di una crescita dei costi operativi attestatisi a € 739,2 milioni (+14,5%), principalmente a motivo dei costi straordinari legati all’OPAS lanciata da BPER e al conseguente previsto percorso di incorporazione in quest’ultima. Il cost-income ratio si incrementa al 43,7%, al netto dei quali l’indicatore risulterebbe pari al 38%. Gli oneri per la stabilizzazione del Sistema bancario risultano pari a € 1,7 milioni, in importante calo rispetto agli € 21,3 milioni del periodo di confronto; i ratio patrimoniali restano elevati, mostrando un ampio margine rispetto ai requisiti regolamentari; in dettaglio, il CET1 si attesta al 15,7% mentre il Total Capital si colloca al 19,2%.L'NPL ratio lordo, anche per effetto delle operazioni di dismissione finalizzate in chiusura d’anno, si riduce al 2,7% rispetto al 2,9% registrato al 31 dicembre 2024. L’incidenza delle esposizioni deteriorate nette, che riflette l’elevato livello degli accantonamenti, si attesta all’1,2%, in lieve incremento rispetto all’1,1% rilevato al 31 dicembre 2024. La raccolta diretta da clientela risulta pari a € 46.575 milioni (+4,7% rispetto a fine 2024). Risultano in incremento sia la componente “core”3 della raccolta diretta che quella facente capo a soggetti istituzionali, da inizio anno, soprattutto grazie alla crescita dei depositi a vista che più che compensa la riduzione dei depositi a scadenza. In crescita lo stock dei prestiti obbligazionari collocati presso investitoriistituzionali che si attestano a € 3.900 milioni da € 3.249 milioni di fine 2024; la raccolta indiretta, cifra € 50.954 milioni in contrazione rispetto agli € 52.149 milioni di fine 2024 (-2,3%) principalmente a seguito del deflusso di masse facenti capo a soggetti istituzionali per i quali è venuto meno il servizio di custodia ed amministrazione titoli. Il risparmio gestito risulta pari a € 9.339 milioni rispetto agli€ 8.312 milioni di fine 2024 (+12,4%), evidenziando flussi netti in termini di raccolta per circa € 800 milioni, in ulteriore crescita rispetto alla positiva dinamica osservata nello scorso esercizio. Il risparmio amministrato ammonta a € 41.615 milioni rispetto agli € 43.837 milioni del 31 dicembre 2024 (-5,1%); la raccolta assicurativa ammonta a € 2.361 milioni rispetto agli € 2.190 milioni del 31 dicembre 2024 (+7,8%), con flussi netti positivi pari a circa € 120 milioni, in significativa crescita rispetto all’andamento, a sua volta positivo, osservato a dicembre 2024.I finanziamenti verso clientela cifrano € 36.753 milioni, in incremento rispetto ai livelli di fine 2024 (€ 35.027 milioni; +4,9%). Le erogazioni del periodo hanno registrato un rilevante incremento, attestandosi ad oltre € 6,0 miliardi che si confrontano con gli € 5,6 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente (+7,5%). In tale ambito si rilevano crescite significative dei prestiti chirografari afavore delle imprese (€ 2.655 milioni; +28,9%) e dei mutui residenziali a beneficio delle famiglie (€ 2.000 milioni; +32,7%); gli indicatori di liquidità continuano ad attestarsi a livelli elevati. In dettaglio, l’indicatore di breve periodo (Liquidity Coverage Ratio)si è attestato al 163% mentre quello di medio periodo (Net Stable Funding Ratio) al 134%.
Fonte: Teleborsa