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Economia
1 ore fa
Difesa, Giorgetti: valutare se 15 miliardi del SAFE costano più o meno che finanziamento con BTP
(Teleborsa) - "Fra qualche settimana, al massimo entro settembre, dovremo andare a definire ed approvare" il capitolo relativo alla maggior spesa per difesa" concordata in base "agli impegni internazionali". Lo ha detto il ministro dell'Economia e delle Finance (MEF), Giancarlo Giorgetti, a "Il giorno della Verità". Il Ministro si è soffermato anche sulle modalità di finanziamento: "io come ministro dell'Economia devo valutare se 15 miliardi presi col SAFE costano più o meno che finanziandoli emettendo BTP".Giorgetti "sa perfettamente le cose che io vorrei e io so perfettamente le cose che lui può fare. Sul SAFE dipende dalla possibilità che lui ha", aveva detto in precedenza, allo stesso evento, il ministro della Difesa Guido Crosetto. Riguardo all'aumento dello 0,15 di spesa rispetto al PIL, "mi aspetto che nella finanziaria del prossimo anno l'impegno che ci siamo presi vada avanti, so che Giorgetti è assolutamente consapevole di questa cosa - ha detto Crosetto - Con Giorgetti è impossibile litigare, io invece sono più fumantino. Io e Giancarlo siamo amici. So cosa ha voluto dire per lui non essere usciti dalla procedura di infrazione".All'inizio di giugno la Commissione europea ha dato via libera alla possibilità di chiedere all'interno della clausola di salvaguardia nazionale per la difesa dell'1,5% del PIL, deroghe fino a uno 0,3% massimo l'anno per il triennio 2026-2028 e per un massimo cumulato dello 0,6%. L'apertura della Commissione ha fatto seguito alla lettera, indirizzata alla presidente Ursula von der Leyen, con la quale Giorgia Meloni aveva chiesto all'esecutivo UE di poter usare la flessibilità prevista dal Patto non solo per la difesa ma anche per le spese energetiche, vista la guerra in Iran e il prolungato blocco di Hormuz.Nel garantire la flessibilità limitata e temporanea, la Commissione ha preannunciato dei paletti per l'uso delle risorse: investimenti, soprattutto, e non sussidi a pioggia. La clausola di salvaguardia per la difesa - e quella all'energia che ne rappresenta un sottoinsieme - non è necessariamente legata al fondo SAFE ma, con lo strumento della flessibilità e i prestiti agevolati messi a disposizione da SAFE, l'UE ha voluto dare una spinta agli investimenti sulla difesa anche ai quei Paesi con cronici problemi di deficit.L'ANSA oggi ha scritto, citando un'alta fonte europea vicina al dossier, che l'Italia ha ancora un mese di tempo per decidere cosa vuole fare dei fondi del programma SAFE e poi quel denaro - quasi 15 miliardi di euro - verrà ridistribuito fra gli altri partecipanti, dato l'alto interesse registrato.La Commissione sta procedendo spedita con le firme dei vari progetti esecutivi, per erogare i finanziamenti ai vari Paesi che hanno aderito a SAFE (l'ultima, in ordine di tempo, è stata la Lettonia lo scorso sabato). In tutto sono 18 le nazioni europee che hanno richiesto i fondi, Italia compresa, ma dalla teoria bisogna passare poi alla pratica. Finora, sono 9 i Paesi che hanno firmato trances esecutive. Il programma prevede l'accesso a 150 miliardi di euro presi a prestito dalla Commissione (dunque a tasso agevolato) e poi erogati alle capitali interessate in cambio di piani ben precisi, soprattutto per favorire gli appalti congiunti tra più Paesi europei (nonché l'Ucraina) in ambiti ben specifici. Era concessa una deroga per appalti singoli ma andava richiesta entro il 30 maggio.
Fonte: Teleborsa