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Economia
9 minuti fa
Se la finanza diventa un gregge algoritmico: perché il mercato ha ancora bisogno dell'uomo
(Teleborsa) - L'evoluzione tecnologica sta riscrivendo le regole del gioco economico. Non si parla più di una rivoluzione futura, ma di una trasformazione radicale e già in atto: dall'automazione del trading alla gestione predittiva del rischio, l'AI sta ridefinendo il concetto stesso di investimento. In questo scenario, istituti tradizionali e startup fintech si trovano a collaborare e competere su un terreno comune, dove la capacità di analizzare enormi volumi di dati in tempo reale determina chi guiderà il mercato e chi rischia di rimanere indietro. Di questo si parla nell'incontro "AI e finanza" ospitato da Orizzonti Digitali, il forum sull’AI guidato da Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia. L’evento, giunto alla sua quarta edizione, è in programma a Perugia fino al 24 ottobre ed è promosso da Confindustria Umbria. Tema di quest’anno "L’era della co-intelligenza". All’incontro dedicato alle trasformazioni che l’AI ha generato nel mondo della finanza ha partecipato anche Emilio Barucci, professore di finanza matematica al Politecnico di Milano. A margine dell’evento, Barucci ha commentato l’adozione massiccia di algoritmi di IA e machine learning per la valutazione del rischio di credito e la gestione dei portafogli e il rischio di creare un "effetto gregge" sui mercati. Secondo l’esperto, il problema esiste: "Una certa uniformità nelle scelte di mercato può portare all’instabilità degli stessi - dice Barucci - C’è un antidoto: ricondurre le scelte finanziarie alla responsabilità dell’uomo che prende le decisioni. Questo dovrebbe mitigare l’autonomia dei sistemi automatici e le ricadute sul fronte della stabilità". Sulla diffusione dell’algotrading e sull’adeguatezza delle regolamentazioni esistenti, il professore commenta: "Larga parte del trading è ormai automatico e questo pone un problema circa il corretto funzionamento del mercato, sulla sua capacità di aggregare le informazioni e di mettere in relazione il prezzo del titolo con i suoi fondamentali. Non ci sono rimedi pronti all’uso. Occorre monitorare con attenzione l’impatto della nuova tecnologia".Oggi l’AI generativa sta ridefinendo il rapporto banca-cliente e uno degli interrogativi che il settore si trova davanti è se questa tecnologia permetterà alle banche tradizionali di difendere la propria quota di mercato contro le Big Tech e le piattaforme fintech o, invece, accelererà la frammentazione dei servizi finanziari istituzionali. "Penso che le grandi banche si trasformeranno in fornitori di servizi sempre più tecnologici - dice Barucci - ci sarà una ibridizzazione con le aziende tecnologiche. Cercheranno anche di recuperare quote di mercato a scapito della concorrenza. Una frammentazione è nelle cose, basta vedere i pagamenti che oramai non sono più monopolio delle banche". Infine riguardo all'integrazione di dati alternativi nei modelli di IA per il credit scoring e alle preoccupazioni che questa solleva circa bias discriminatori e privacy, l’esperto commenta: "Conosciamo bene i bias e le discriminazioni che l’IA porta con sé. Questo lo vedo più semplice da regolare: chi utilizzerà l’IA sarà chiamato a mettere in campo i necessari presìdi".
Fonte: Teleborsa