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2 ore fa

Pitti Uomo al via, Urso: "Il 2026 anno della ripresa per il settore moda"

(Teleborsa) - "Pensiamo che il 2026 possa essere l'anno della ripresa, ovviamente graduale e sostenibile nel tempo, a cominciare dal settore della moda che ha dimostrato una sua resilienza, sia in un mercato che si stava chiudendo come quello degli Stati Uniti, sia nei mercati che invece si stanno aprendo". È quanto ha affermato il ministro delle Imprese e Made in Italy Adolfo Urso aprendo questa mattina la cerimonia di inaugurazione di Pitti Uomo 109, in programma fino al 16 gennaio alla Fortezza da Basso di Firenze. Presenti il presidente della Regione Eugenio Giani, la sindaca Sara Funaro e il presidente di Pitti Antonio De Matteis."L'Italia – ha proseguito Urso – è il paese del Rinascimento, dobbiamo essere la nazione del Rinascimento industriale nell'Occidente". E, secondo Urso, la ripresa può partire proprio dalla fiera fiorentina. "Abbiamo resistito meglio di altri – ha detto il ministro –. Lo scorso anno abbiamo affrontato un mare in tempesta, con il sovrapporsi intorno all'Europa di conflitti combattuti, ad est come a sud, e conflitti commerciali, perfino all'interno dell'Occidente tra le due sponde dell'Atlantico". Al salone sono presenti 750 marchi, di cui il 47% esteri, che sperano nella ripresa di un sistema che nel 2025 ha subito forti cali: -2,1% il fatturato della moda maschile italiana, -2% l'export secondo dati di Confindustria moda. "Iniziano a esserci delle aree di sereno – ha detto il presidente di Confindustria moda Luca Sburlati –. Dobbiamo essere bravi affinché questo ecosistema di aziende lavori insieme per un ecosistema nuovo".Il presidente di Pitti ha ricordato l'importanza di guardare anche alla parte finale della filiera, la distribuzione, anch'essa in crisi. "Dobbiamo stare attenti ai negozi, trovare una nuova generazione di retailers – ha detto De Matteis –  recuperare strade abbandonate e far rivivere i centri storici per far sì che i giovani abbiano voglia di aprire le botteghe e diventare imprenditori"."In attuazione di un duplice accordo firmato con le associazioni fieristiche – ha annunciato Urso – è stato possibile avere a Pitti 'la Casa del Made in Italy', un ufficio del ministero che insieme alle agenzie preposte all'internazionalizzazione e agli enti pubblici fornisce informazioni che servono per meglio utilizzare gli strumenti che il governo mette a disposizione delle imprese, sia per gli investimenti sia per l'internazionalizzazione". "Abbiamo contrastato il fenomeno dell'ultra fast fashion sia con misure nazionali nella legge di bilancio, con una tassa postale sui piccoli pacchi provenienti dai mercati extraeuropei e dalla Cina, sia supportando la misura realizzata dalla Commissione Europea per un dazio alla frontiera – ha ricordato il ministro –. Questo ci consentirà di contrastare meglio il fenomeno che ha messo in ginocchio la filiera del tessile, dell'abbigliamento delle calzature italiana ed europea, e di contrastare meglio coloro che agiscono fuori dalle regole con prodotti che non sono sostenibili sul piano ambientale. Penso che ciò sia assolutamente giusto per tutelare i consumatori italiani ed europei, e certamente anche i tanti lavoratori e tante imprese che ogni giorno sfornano questi prodotti così importanti e significativi come quelli prodotti dal Made in Italy: eccellenza, qualità ovunque riconosciuta nel mondo".Sottolineata dal ministro anche l'importanza della sottoscrizione dell'accordo tra l'Ue e il Mercosur, "che sarà fatto nei prossimi giorni e che indica la rotta da perseguire in questi mesi nel 2026, cioè di un anno che deve consentirci di aprire nuovi mercati, anche attraverso nuovi accordi libero scambio". L'augurio è quello di "sottoscrivere altri accordi con il Messico, con gli Emirati, i paesi del Golfo Persico, con l'India che è un grande mercato del futuro, e lungo questa rotta con gli altri paesi sud-est asiatico, dalla Malesia all'Indonesia, alle Filippine fino all'Oceania, perché – ha detto Urso – noi pensiamo che dobbiamo resistere, e lo sappiamo fare meglio di altri nei mercati tradizionali, ma anche aprirci e conquistare nuovi mercati".Strategico per il settore moda – ha evidenziato il ministro anche il Ddl sulle Pmi, che "diventerà legge nelle prossime settimane". Nel testo  misure per il settore della moda come l'introduzione dei "minicontratti di sviluppo, che saranno finanziati con una prima dotazione di 100 milioni di euro" e del provvedimento che finanzia il passaggio generazionale delle competenze.
Fonte: Teleborsa