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1 ore fa
MPS affonda in Borsa mentre si allungano tempi per dettagli su concambio Mediobanca
(Teleborsa) - Monte Dei Paschi Di Siena ha terminato la seduta odierna sui minimi di giornata (-6,76%), durante la quale è stata sempre in profondo rosso dopo la presentazione del nuovo piano, grazie al quale punta a un utile netto adjusted di 3,7 miliardi nel 2030, dai 2,4 miliardi del 2025, proiettando al 2028 il pieno raggiungimento dei benefici previsti dall'integrazione di Mediobanca. A pesare sul titolo è stato soprattutto lo slittamento dei dettagli sul concambio dell'offerta con cui MPS completerà l'acquisizione di Piazzetta Cuccia, che prolunga l'incertezza sulle contrattazioni dei due titoli.Secondo Intermonte i target del piano al 2030 sono "ambiziosi" in termini di "redditività e solidità", mentre Equita ha evidenziato che il target di utile 2028-2030 è di circa il 10% maggiore delle attese "principalmente per maggiori sinergie lato costi operativi". Le sinergie attese sono pari a 700 milioni, mentre i costi di integrazione, che saranno contabilizzati principalmente nel 2026, ammontano a 600 milioni, inclusi 100 milioni per aumentare gli stipendi dei banchieri ed evitare dimissioni.Il CFO Andrea Maffezzoni ha detto durante la presentazione che per il 2026 la banca senese combinerà i dividendi con un piano di buyback in modo da compensare l'impatto dell'acquisto della quota residua di Mediobanca in azioni e della riduzione dell'utile per azione.Nel piano è stato evidenziato come MPS abbia ampio capitale in eccesso, il che significa che, nonostante gli alti dividendi, nel 2030 avrà ancora a disposizione circa 3 miliardi cash oltre alla soglia minima di capitale del 13%, che potrebbe utilizzare per ulteriori operazioni o per remunerare gli investitori. "È solo una questione di tempistica, opportunità e di vedere cosa succede sul mercato", ha detto a questo proposito il CEO Luigi Lovaglio.Sul rosso del titolo, che ha trascinato al ribasso anche Mediobanca (-6,24%), la quale si muove ormai in tandem, ha pesato soprattutto l'assenza di informazioni precise circa il concambio per l'integrazione, che ha sorpreso anche le banche d'affari. La messa a punto del rapporto di cambio si completerà entro il 10 marzo e solo dopo aver messo a punto la lista del CdA, dal momento che la cosiddetta lista "corta" del board di Rocca Salimbeni, da proporre all'assemblea di metà aprile, deve essere depositata entro il prossimo 6 marzo.Nel pomeriggio un po' di clamore, a livello politico istituzionale è stato sollevato dalle parole della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che in un'intervista a Bloomberg ha detto che MPS rappresenta "uno di quei dossier complessi che abbiamo ereditato e che abbiamo gestito con successo" e che il "ruolo del governo in MPS è terminato". Affermazioni che hanno sollevato la prospettiva di una vendita della quota statale residua del 4,9%. Le parole di Meloni sono state strumentalizzate dalle opposizioni, nonostante il titolo MPS fosse sotto pressione in Borsa già da questa mattina. Il senatore M5S Stefano Patuanelli ha affermato che "dichiarare a borse aperte" che il ruolo del governo in MPS è finito è "sbagliato, direi quasi folle", mentre il senatore Antonio Misiani, responsabile economico del PD, ha parlando di "scelta inopportuna e potenzialmente dannosa".
Fonte: Teleborsa